• Libra Adri

GWEN la mia migliore amica.


GWENDALINE of Angels.


Addio Gwen,  se esiste un paradiso per gli animali, la mia Gwen si è guadagnata un posto in prima fila. Arrivederci Gwen.

Ho cercato di tenerla con me il più a lungo possibile ma indugiare ancora sarebbe stato puro egoismo.

Dopo tanto tempo sei tornata a vedere lontano, riesci a salire le scale, puoi correre felice su prati in fiore, senza zoppicare ed inciampare.

Sei stata la mia migliore amica, sempre dolce e affettuosa, ovunque andassi tu eri un passo dietro di me specialmente se mi avvinavo all’acqua o alla barca; il giorno che mi sono voltata e non ti ho visto, ho capito che il momento di separarci stava arrivando; mi sedevo accanto a te, pensavo ad alta voce. Tu mi guardavi e sembrava che comprendessi quello che dicevo, di sicuro capivi quanto ero triste o serena o arrabbiata, mentre se rimanevo in silenzio strofinavi il tuo naso umido sulla mia mano, il tuo modo di darmi una carezza.

In una nidiata di otto cuccioli, un bambino scelse per te il nome più bello: Gwendaline degli Angeli. 

Un nome profetico, sei stata il cane più dolce che io abbia conosciuto o di cui abbia sentito parlare. Mai aggressiva solo protettiva, affettuosa con tutti i cuccioli animali o umani, fissi o di passaggio, che si sono avvicendati nella mia casa.

Non chiedeva mai nulla, neanche il cibo quella unica volta che mi dimenticai di riempire la sua ciotola. Veniva dove ero seduta o sdraiata e metteva la sua testa sotto la mia mano e si accarezzava.



Un giorno il cucciolo di Beagle portò in casa, delicatamente tra i suoi denti come un trofeo, una piccola tortora. I suoi denti, senza cattiveria l’avevano ferita, io disinfettai la parte e la misi in una gabbia con acqua e cibo (amava gli spaghetti), ma tutti sanno che i Beagles sono molto vivaci, cominciò ad infastidire l’uccellino per gioco, Gwen si mise di guardia vicino alla gabbia, non faceva avvicinare nessuno, bastava un suo piccolo sommesso ruggito ed il beagle o il gatto, ultimo arrivato, si dileguavano; fece la guardia finchè l’uccellino guarí ed io lo liberai. 

Quella volta fu una tortora, un’altra un gattino abbandonato, poi un cucciolo meticcio che non so come era entrato in giardino. Proteggeva tutti ed una carezza era la sua ricompensa.

Quando sgridavo il Beagle, lei arrivava e si poneva tra me e lui… Anche gli animali, sentivano la sua bontà e la sua grande gentilezza: la tortora gli saltava sulla testa, il gatto a pancia all’aria la invitava a giocare offrendo la sua gola ed il suo addome. Quel biricchino del Beagle gliene faceva di cotte e di crude e lei lasciava fare come se fosse una mamma amorosa.


In acqua era nel suo elemento. Mi seguiva nelle mie nuotate ed il Beagle ne approfittava per prendersi un passaggio.

Gwen un giorno ci incontreremo di nuovo, nel frattempo spero di sognarti, nei sogni tutto può accadere, io potrò riabbracciarti e correremo insieme sulla spiaggia come quando eravamo giovani, e verrai a ‘salvarmi’ quando farò il bagno non importa se in mare o in piscina.

Arriverà il giorno in cui riuscirò a pensarti senza lacrimare, non perché il tuo ricordo si sarà affievolito, ma perché il tempo smussa ed addolcisce la tristezza e si ricordano solo i momenti felici.


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