• Libra Adri

Gli sprechi italiani.


…credo che Lei abbia solo un vago ricordo dello studente che venti anni fa Lei ‘invitò ad abbandonare’ il suo corso di dottorato per incompatibilità caratteriale.



La ringrazio professore.

A causa di questo mi trasferii negli USA per portare a termine i miei studi e oggi sono un professore accreditato in una importante università americana, un ricercatore apprezzato nel mondo accademico, partecipo a seminari, conferenze e convegni di importanza internazionale.


Lo dico con orgoglio, senza la falsa modestia che non provo, perché ho studiato e ho ottenuto il mio PhD e tutto quello che meritavo. Le mie parole possono essere confuse con l’arroganza ma non me ne preoccupo, ho meritato quello che ho raggiunto, studiando dodici ore ogni giorno per quattro lunghi anni, a volte ho saltato i pasti, nessuno svago, non mi potevo permettere un’auto e questo in USA equivale ad essere poveri, 1.000$US al mese possono sembrare molti, ma per lo standard di vita americano, sono appena una tacca al di sopra della sopravvivenza.



Grazie professore,

la ringrazio di cuore, se lei non mi avesse cacciato dal suo corso, io oggi a quasi quarant’anni, pur di ottenere il suo favore ed avere la sua autorizzazione per fare ricerca, scriverei i suoi libri ma il mio nome non apparirebbe, sarei il suo correttore di tesi di laurea dei suoi studenti, l’esaminatore senza diritto di firma, sarei ancora il suo ‘portaborse’… insomma il suo lacchè.

Non è difficile ottenere una borsa di studio in una università americana, i soldi che ti permettono di mangiare, di avere un alloggio e tanto basta.

A tutti viene concessa una possibilità di emergere, sta alla bravura dello studente approfittare di questa grande opportunità, aggiungere alla laurea italiana, un dottorato americano.

Il meglio del meglio…..a dire di tutti.



Esimio professore,

lo scorso anno l’ho incontrata ad un convegno dove ero stato invitato e lei era seduto in prima fila, mi ascoltava, mi osserva e mi piace credere che si domandasse: “io questo giovanotto l’ho già incontrato..” avrei potuto prendermi una rivincita per l’ingiustizia che avevo ricevuto, non l’ho fatto e non lo rimpiango, ho conservata integra la mia dignità e ne sono felice, mi è bastato l’apprezzamento degli altri e la solita pacca sulle spalle dei miei colleghi americani.


Perché in Italia ci si meraviglia ancora che tante giovani promesse della scienza se ne vadano all’estero?

Fintanto che le università italiane non si sbarazzeranno di Te, esimio professore e tutti gli altri che come Te non pubblicano da anni, di ‘baroni’ che si credono degli dei e fanno ciò che vogliono nelle facoltà in cui esercitano il loro potere; fintanto che non brillerà una piccola scintilla di libertà per fare ricerca senza suscitare la gelosia e l’invidia di professori già accreditati.

I più bravi fra i nuovi laureati, le menti geniali che le università italiane sfornano con sorprendente facilità, espatrieranno per essere accolti a braccia aperte dalle più famose università degli USA e dell’Europa.

I “cacciatori di teste” li recluteranno offrendo posti di lavoro prestigiosi nelle banche di affari di tutto il mondo, nei laboratori di ricerca delle multi nazionali.

Sono decenni che l’Italia sperpera il suo potenziale umano e scientifico, soldi persi per lo Stato italiano e ricerche di cui altri paesi si avvantaggiano avendo avuto fiducia ed accolto queste giovani promesse della scienza che, detto per inciso, non torneranno, conserveranno per il loro Paese un sentimento di amore e odio: amore perché in Italia rimangono i loro affetti più profondi, odio perché li hanno costretti ad andare via.


Che assurdo spreco!


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