• Libra Adri

Gli italiani all’estero.


Ma cosa hanno gli italiani che litigano per qualsiasi cosa?  per un parcheggio, nelle riunioni condominiali, quando sono in fila alla posta, nel traffico cittadino, si insultano senza vergogna nei social network, si spintonano in metro, si avvelenano la vita in inutili discussioni, si querelano e si portano rancore per anni, italiani amichevoli, disponibili e litigiosi…. in Italia… all’estero la musica cambia anzi sarebbe meglio precisare che peggiora. Sono arrivata a credere che gli italiani che espatriano siano di una tacca peggiori degli italiani che restano in Italia.. ma poi dovendomi includere in questi e ben sapendo che generalizzare è sempre sbagliato ho scartato questa ipotesi.



Con un sorriso ma anche con tanta vergogna, mi torna in mente quel giorno che girovagavo “nei grandi magazzini del popolo cinese” ad Hong Kong e sentii qualcuno gridare in italiano a voce altissima “possibile che non c’è nessuno che mi capisce qui dentro?”… ero talmente esterrefatta da tanta presunzione che girai al largo.


Un tempo credevo che gli italiani che si incontrassero all’estero fossero automaticamente solidali fra di loro, un po’ per sentir parlare la nostra bella lingua, per scambiarsi novità ed esperienze davanti ad un piatto di spaghetti alla carbonara, soprattutto per socializzare in una parte di mondo dove incontrare un connazionale non è cosa che càpiti tutti i giorni. Mi sono dovuta ricredere; gli italiani all’estero, almeno quelli che vivono in Indonesia, salvo poche eccezioni, evitano gli altri italiani e se proprio non possono evitarti buttano lì un ‘ciao ‘ ma non si presentano ne ti chiedono ‘come va o da dove vieni’!

L’Indonesia è un posto particolare, la struttura sociale, i valori di etica, di onestà, di correttezza professionale, di cultura civica, sono lontani anni luce dalla nostra concezione di società; per gli indonesiani mentire non è neppure un peccato veniale, non mantenere un impegno è la prassi e prima si capiscono queste loro abitudini, prima ci si rassegna e si riacquista la propria serenità. Ma gli italiani e gli espatriati in genere, imparano troppo bene a comportarsi come i locali nelle loro peggiori espressioni.


Mi sono capitate in sorte decine di questi incontri, persone normali, con attività ben avviate, ricchi secondo il metro di valutazione italiano, ricchissimi secondo quello del sud est asiatico. Hanno lavorato anche duramente, risparmiato e reinvestito i loro guadagni ed infine hanno visto realizzati i loro sogni. Si sono sacrificati ma sono stati anche fortunati a trovarsi nel posto giusto, nel momento giusto. Questi italiani, evitano i connazionali che non sono riusciti a sfondare, li ho visti mettere loro in mano una piccola somma ed allontanarsi in fretta dopo poche parole di circostanza. Quelli sfortunati sono lo specchio in cui non vogliono vedersi e pensare che le parti potrebbero essere invertite.

Più volte ho constatato che gli italiani in Indonesia sono prudenti, in questa particolare società è facile essere raggirati, tutti abbiamo subito la nostra dose di piccoli imbrogli per mancanza di esperienza delle abitudini locali e non è possibile rilassarsi perché la fantasia degli indonesiani e degli espatriati disonesti è senza limiti, col tempo si impara a parare i trucchi riservati agli stranieri, ma questo comporta che purtroppo si diventi diffidenti.


Capisco che bisogna essere cauti, in tanti “fuggono” dall’Italia in cerca di una seconda occasione, altri arrivano come turisti, il clima è piacevole, il costo della vita è più che ragionevole. Decidono di fermarsi ma è difficile iniziare una nuova vita senza un programma, sempre alla ricerca del colpo di fortuna che ti sistema per qualche mese, tentano la fortuna a volte con una “scorciatoia”; sono in difficoltà economiche e dopo un paio di incontri ti chiedono soldi in prestito; chi chiede ospitalità perché gli stanno “ristrutturando” la casa, invece una stanza dove vivere non ce l’ha più; in questa parte di mondo se non si possiede un piccolo capitale iniziale e la perseveranza di lavorare duramente, si rischia di diventare uno “straccione bianco” disprezzato e malvisto e si finisce per vivere ai margini di una società che non regala nulla a nessuno.

Purtroppo capita di tutto, l’elenco è lungo, la maggior parte di queste persone sono dei sognatori che si sono scontrati con la realtà ma di tornare a casa non se ne parla, sarebbe dichiarare di aver fallito e tornare da perdenti.

Il caleidoscopio di personaggi incontrati in questi ultimi anni è nutrito, quando un nuovo arrivato incontra un “vecchio residente” pensa di potersi rilassare, si pensa subito: ‘siamo fra italiani, che diamine…’ purtroppo non è così semplice.

Mio marito ed io conoscemmo un ricco italiano di Verona esportatore di legno pregiato e manufatti in legno di teak, non abbiamo mai saputo per certo come si chiamasse, si presentò come A. ma poteva anche essere un nome di comodo, forse aveva paura che diventassimo invadenti ma accettava sempre volentieri un invito a cena, ci raccontò di se stesso il meno possibile fino al giorno in cui partì senza neppure un saluto.

Un italiano di Udine, esportatore di pesci tropicali, questo si presentò ma aveva sempre problemi economici, fummo felici quando, non volendo esseri coinvolti nei suoi traffici poco chiari, lo salutammo senza rimpianti.

Un simpatico mascalzone di Roma invece viveva in Indonesia con poche risorse ma riusciva a procurarsi anche un po’ di “roba”, era un personaggio poco raccomandabile ma non cattivo, non fece in tempo a chiederci qualcosa, lasciò il paese col biglietto pagato dall’ambasciata con il divieto di rientrare prima di cinque anni, gli andò bene perché in Indonesia non hanno nessuna indulgenza per chi fa scadere il permesso di soggiorno o il visto di entrata.


Il proprietario-cuoco di una pizzeria, un venditore di mobili, il direttore di una ditta di import-export, sono alcuni italiani sfacciatamente contrariati di incrociare altri italiani.

Ormai sappiamo come comportarci, al minimo accenno di fastidio da parte loro… li snobbiamo, ci rimangono male….. che strano….

Oltre a questi, ci sono gli italiani snob che pur vivendo con l’equivalente di una pensione, col favorevole cambio locale, possono permettersi lussi che in Italia si potrebbero solo sognare, si danno arie da nababbi e guardano tutti con sufficienza.

Quando questi incontrano altri italiani sono sempre vaghi altrimenti il loro bluff verrebbe scoperto, si ritroverebbero ridimensionati a gente normale.

Credono di essere dei privilegiati perché con la sola pensione non si fanno mancare nulla, possono pagare due donne di servizio, il giardiniere, un lavorante-tutto-fare, una villa con giardino, la sera si incontrano al pub con altri personaggi simili a loro e si crogiolano nel loro appagamento.

Quando li incontro e pensano che anch’io faccia parte della loro stessa cerchia, ad una mia piccola allusione, per la sorpresa gli cala la maschera beota, non hanno capito che non hanno bisogno di mentire o camuffarsi, non valgono più di altri solo per un po’ di soldi in più ma soprattutto non hanno nessuna ragione di trattare la gente con superbia.

Per fortuna non si comportano tutti in questo modo ma a volte mi viene spontaneo pensare: ‘ma sono pazzi questi italiani all’estero?’

A tutti questi che ho cercato di descrivere, preferisco i miei amici cinesi, seri, intelligenti, affidabili, ma quando con altrettanta serietà ed intelligenza si è conquistata la loro stima, sono i migliori amici del mondo.

Oggi, sono molti gli italiani che bussano alla nostra porta, vedono la bandiera italiana che sventola sul nostro portone e si fermano per un saluto, a volte li invitiamo a pranzo, a volte si fermano a dormire per una notte, prima di proseguire la loro vacanza.

Abbiamo imparato la lezione, anche noi siamo diventati cauti, ma con educazione!


#espatriati #Indonesia #vivereallestero

0 visualizzazioni