• Libra Adri

Giovani ed usanze Indonesiane

Aggiornato il: mag 2



I primi tempi che ho soggiornato in Indonesia, ognuno che mi incontrava mi sottoponeva ad una specie di interrogatorio: "dove vai? - cosa hai comprato? e intanto frugavano nella borsa della spesa, - quanto lo hai pagato?" Altro interrogatorio tipico era: "quanti figli hai? - maschi o femmine? - dove sono ora? - ti vengono a trovare?" all'inizio questi interrogatori mi sono sembrati un pò invadenti, col tempo ho capito che non c'era nessuna malizia, si interessavano veramente a me e a quello che facevo, in seguito lo avrebbero raccontato al villaggio, contenti di aver parlato con una "turis" che li aveva trattati con gentilezza. I giovani si sposano molto presto, a vent'anni i ragazzi sono già ammogliati e le ragazze, sempre a vent'anni, hanno già un figlio in braccio. Ho detto vent'anni ma quando glielo chiedi non sanno dirti la loro data di nascita e non esiste un'anagrafe, sono gli anziani del villaggio che tengono il conto (ovvero, il ricordo) delle nascite e delle morti. Molto spesso non posseggono un cognome e per chiedere un documento o un atto ufficiale, chiedono il nome della madre. Il che la dice lunga. Questa consuetudine è così radicata che, quando per ottenere la patente mi chiesero il nome di mia madre, trattenni a stento un sorriso..


Le ragazze sono abbastanza libere, portano il velo (non tutte) ma poi indossano pantaloni così attillati che non lasciano nulla all'immaginazione. Esiste un abisso tra le grandi città ed i piccoli centri. Girano libere tutto il giorno ma dopo le nove di sera non è serio andare a passeggio e dopo le dieci di sera chiudono tutte le attività. In Indonesia esiste ancora l'usanza della "fuitina", fuggire per costringere le famiglie a dare il loro assenso al matrimonio o quando non possono permettersi le spese di un matrimonio ufficiale che, per la dovuta forma, comporta una spesa ragguardevole. Riappaiono al massimo dopo due settimane e dichiarano davanti al capo villaggio di essersi uniti. Nonostante che sia la donna, nel matrimonio, quella che ha solo da rimetterci, tutte si sposano anche per diventare un poco più indipendenti, inoltre una donna nubile viene vista con sospetto: perchè non si sposa? cosa nasconde? forse ha un brutto carattere? e via di seguito fino ad essere messa all'indice come persona poco raccomandabile. I giovani mariti, dopo aver consumato, se non sono soddisfatti delle loro giovani mogli, le rispediscono alla famiglia di origine senza nessun obbligo, anche morale. Non si preoccupano di aiutare finanziarimente l'ex moglie, nè gli aventuali figli e nessuno li obbliga in questo senso. Molti uomini, non tutti per fortuna, hanno una filosofia sui generis riguardo il lavoro, che è considerato una disgrazia che capita ogni tanto. Comunque preferiscono un lavoro da padroncino per essere liberi di lavorare come e quando vogliono. I giovani cercano un lavoro solo quando non possono farne a meno, perchè sono rimasti senza una rupia per comprare le sigarette, il caffè o la benzina per il motorino, altrimenti chiedono i soldi alla propria moglie che li manterrà col suo lavoro. Il denaro è importante ma non determinante, con una ciotola di riso ed un pesce, che pescano da soli, sopravvivono facilmente. Non pensano al futuro, non programmano un avvenire per i loro figli. Le donne, senza essere imbrigliate dalla burocrazia, possono aprire un negozietto, a volte è solo una capanna che le protegge dal sole e dalla pioggia, vendere la frutta, la verdura o il pesce al mercato, fare le lavandaie, oppure svolgere i lavori domestici per le ricche signore di città. Lavorano tutto il giorno, a colazione e a pranzo mangiano riso, verdura e un piccolo pesce secco, la sera quello che è avanzato. Solo da pochissimi anni si vedono i bulldozer; prima, tutto veniva fatto a mano soprattutto dalle donne e nominalmente sono tutti lavori pesanti. Tutto veniva trasportato sulla testa dalle donne con i bak, capaci recipienti. Quando devono costruire una casa, trasportano i sassi, la sabbia raccolta dai fiumi, i mattoni, i sacchi di cemento da cinquanta chili, attingono l'acqua dai pozzi e mescolano l'impasto del cemento, infine con i secchi, lo consegnano agli uomini, arrampicandosi sulle impalcature di bambù. Questi spettacoli non sono un ricordo del passato, sono ancora attuali. Una volta mio marito assunse alcuni orang (uomini) a contratto per spianare un piccolo dosso sul terreno, un lavoro che fu calcolato potesse essere terminato in dieci giorni da tre uomini con pale e zappe. Dopo un mese mio marito li chiamò e chiese come mai non avessero ancora finito, il capo rispose: se finiamo troppo presto, tu ci rimetti.....


Mio marito, evidentemente, aveva offerto una ricompensa che avevano valutato eccessiva e la loro preoccupazione era di non far capire che quel lavoro poteva essere completato in pochi giorni e quindi intenzionalmente lo protraevano per darci l'illusione che avessimo pagato il giusto. Mio marito pensava che si sarebbero affrettati a finirlo per incassare il compenso pattuito, invece, col piccolo anticipo preso avevano abbastanza per vivere, il resto poteva aspettare; il tempo ed il lavoro manuale hanno scarsissimo valore per questa gente. Non conoscete le famiglie allargate finchè non avete chiesto informazioni sui componenti di una famiglia indonesiana. Parlando con alcune donne, di questo argomento, è venuto fuori un intreccio di parentele da capogiro. Gli uomini si sposano più volte nell'arco della loro vita, hanno figli da ognuna delle mogli, ma anche le ex-mogli si risposano ed hanno altri figli, quindi sono tutti fratelli, fratellastri, cugini tramite parentele fra zii e zie di primo e secondo letto. Una donna senza figli non è completa e un uomo che non riesce ad avere figli non è abbastanza maschio quindi un matrimonio senza figli è destinato a fallire perché o la moglie viene ripudiata o il marito fugge per evitare le prese in giro dei conoscenti. Quando assumo una nuova ragazza per i lavori di casa, i primi giorni, con tanta tenerezza, mi diverto ad osservarla. Tutto quello che ho in casa, dai rubinetti per l'acqua ai comuni elettrodomestici in cucina sono apparecchiature magiche per loro.

L'arcipelago indonesiano è ricco di coltivazioni di spezie pregiate come il pepe, la cannella, il chiodo di garofano, la noce moscata, il cardamomo, esiste un'ottima qualità di caffè, il tè ed il cacao.


I mercanti olandesi della compagnia delle indie orientali, ricalcando i sistemi dei portoghesi, per ottenere questi preziosi prodotti non esitarono a ridurre le popolazioni contadine di Java, ad una semi schiavitù per quasi tre secoli.

Le popolazioni erano legate alle coltivazioni ed i loro sorveglianti non erano teneri se questa gente, ancora oggi, ha forme di comportamento ed atteggiamenti che risalgono a quei tempi.

Non vedrai mai un indonesiano litigare; questi manterrà sempre un atteggiamento sorridente; gli indonesiani non alzano mai la voce in modo violento, anche i bambini non bisticciano, non fanno la lotta come i bimbi di tutto il mondo, è considerato sconveniente. Mettere le braccia dietro la schiena o le mani sui fianchi, viene preso come un atto di prepotenza, ricorda ancora oggi il padrone che controllava il lavoro nei campi.


Per secoli la classe contadina indonesiana, circa il 90% della popolazione, non ha avuto la possibilità di parlare liberamente, non ti dirà mai quello che pensa in maniera diretta, ne parlerà con altri in modo che arrivi alle tue orecchie. Questa abitudine è così radicata nei loro costumi, che ancora oggi si vergognano (malu) di dire apertamente quello che pensano; per aggirare il problema inventano le bugie più fantasiose, stà agl'altri capire e non fargli perdere la faccia, tanto un giorno toccherà anche a lui. E' sempre pronto a dirti: "si boss", "domani boss"  ma è una proforma, non ti risponderanno mai con un "no" ed il "si", viene detto per non essere scortesi, e il domani è relativo, perchè il tempo è oltremodo elastico, ma rispondono invariabilmente "belum" (non ancora); questa risposta, è così giusta e cortese che l'ho adottata anch'io.


0 visualizzazioni