• Libra Adri

Giovani belli e coglioni.


Ai nostri giorni, i giovani arrivano alla conclusione che la felicità sia un diritto. 

La pubblicità, la moda, la stampa, tutto contribuisce a dare una sola immagine: 

giovane = bello = felice. 

Questi adolescenti credono ingenuamente che la vita sia tutta in questa visione, si cullano per anni in questa illusione perdente, coccolati, viziati, incolperanno i genitori che non li hanno preparati ad affrontare le difficoltà della vita… da questo nascono gran parte dei problemi che assillano i giovani di questa generazione.

È difficile aprire il proprio cuore ad una persona che si conosce solo superficialmente, piuttosto che parlare con l’amico più caro; ma a volte è anche vero che forse proprio perché si considera che non lo si incontrerà mai più, diventa piú facile sfogarsi con una conoscenza occasionale.  A volte una piccola e rara scintilla di confidenza avvicina due estranei e l’argomento è quasi sempre lo stesso: figli che se ne vanno e rompono i legami con la famiglia, figli che reclamano la loro indipendenza, che desiderano sgrullarsi di dosso genitori che, per troppo amore, possono diventare ingombranti, apprensivi, anche asfissianti.

Molti sono i genitori che diventano troppo protettivi, attaccati al loro ruolo; anche per non sentirsi inutili, vorrebbero mettere i propri figli al riparo da errori evitabili, proteggerli dalle delusioni, imporre il loro modo di vedere le cose. I più non si rendono conto che l’impresa è inattuabile e da questo nascono le discussioni che allontanano gli uni dagli altri.

A volte infatuati fino alla stupidità, ridotti con l’anello al naso… le espressioni coniate nel tempo per descrivere queste situazioni sono, spiritose, boccaccesche, a volte molto ‘espressive’ nei termini… ma quale che sia l’aggettivo, i genitori saranno impotenti a proteggere quei coglioni dei loro figli, fino a prendere coscienza di essere stati eliminati dalla loro vita…

Un padre riesce ad accettare questa situazione meglio di una madre ‘vecchio stampo’ che ha dedicato la sua vita alla famiglia ed inizia la danza della vecchia e trita domanda: “dove ho sbagliato..?” 

Perché deve essere sempre e solo il genitore a sbagliare? 

I genitori, sono spesso dei “fregnoni” che, hanno dato a piene mani per allevare una generazione di bambocci egoisti che prendono amore, attenzioni, soldi, convinti che tutto sia dovuto per il solo motivo di essere stati messi al mondo, hanno il diritto di ‘acchiappare’ quanto più possibile. Essere stati messi al mondo non è più un grande dono di cui essere riconoscenti.

Osservo e vedo tanto egoismo, rifletto e capisco che la nostra società difende e corteggia questi ragazzi perché sono i futuri compratori e sostenitori di una economia globalizzata che deve produrre e vendere per non fallire. Hanno ottenuto risultati migliori quei genitori che non hanno subissato i loro figli di attenzioni, erano presenti quando potevano, non li hanno coperti di regali e denaro ma hanno rispettato la loro individualità ed indipendenza. Questi figli sono diventati responsabili in anticipo sui loro coetanei, hanno raggiunto ottimi risultati perché sapevano di poter contare solo su sé stessi. 

Questi genitori, che molti considerano egoisti o indifferenti, non sono stati forse involontariamente più bravi di altri, forse dietro il loro atteggiamento vi era una parte di egoismo, ma sicuramente sono stati apprezzati per la libertà, la fiducia concessa e ripagati con il rispetto.

I genitori di un tempo, se fortunati, dicevano: “ti ho fatto studiare, adesso vai avanti da sola, la vita è tua, fanne un buon uso”; non era egoismo o ignoranza, era il meglio che potessero o sapessero fare e per questo degni di rispetto. Nel mio personale, mi soffermo a pensare che tutto quello che sono e che posseggo, l’ho creato da sola, nessuno mi ha aiutata, sostenuta, protetta oltre il consentito, ma mi rendo anche conto che non tutti sono fortunati ad avere un carattere che abbia permesso questo procedere nella vita.

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