• Libra Adri

Genitori ci si diventa.


Oggi i genitori vivono in una visibile mancanza di autorità genitoriale e questo si ripercuote sull’intera società; a nulla vale che psicologi, sociologi, psichiatri, denuncino questo deficit. La frase più comune che capita di sentire sempre più spesso: ‘i figli fanno quello che vogliono…’ detto anche da un padre che andava a trovare i figli in carcere e non aveva il coraggio e l’onestà di ammettere di aver fallito.

Mi fa pena questo padre incapace di assolvere il suo compito ma provo ancora più pena per i suoi figli che non hanno mai avuto una possibilità di successo senza un buon insegnamento di valori e di regole.

Questi genitori si auto-compiangono quando ormai il danno è compiuto, scaricano le loro fallite responsabilità sulla società, sulla scuola, le “cattive compagnie”, senza aver il coraggio di ammettere di aver voluto dei figli senza accettare il ruolo di genitori.

Freud affermava che fare i genitori non è difficile ma impossibile, era chiaramente un voler esasperare i toni per evidenziare che essere buoni genitori è un “mestiere” difficile, il più difficile che esista in quanto si plasma il carattere che condizionerà la vita di un giovane essere inconsapevole.

Possibile che i genitori abbiano sempre torto? ebbene si!


Sono questi i genitori compiacenti pronti ad esaudire ogni singolo capriccio dei propri figli, pensando di assolversi per il tempo che non trascorrono con loro, non conoscono i loro figli, le loro paure e desideri, cosa pensano, cosa sognano, chi frequentano. Questo non è solo il caso del genitore assente ma anche di quelli che lasciano ampia libertà ai loro, anche giovanissimi figli di fare le loro esperienze, pur indiscutibilmente sbagliate e dannose, perché incapaci di insegnare quello che loro stessi non hanno mai imparato.

Li senti affermare: “lasciamoli fare… sono solo ragazzi..” e non vogliono vedere che stanno crescendo dei figli prepotenti ed aggressivi che un giorno non saranno capaci di gestire e controllare le proprie azioni e le loro conseguenze.

Un giovane della mia generazione paventava il momento in cui avrebbe dovuto far firmare dal padre una nota del professore… ‘ora sono i professori che temono le reazioni dei genitori…’ diceva un’insegnante che ha ancora a cuore il bene dei ragazzi.

Altra situazione ma altrettanto dannosa, sono i genitori che reputano i loro figli incapaci di difendersi dalle minacce della nostra società, che tentano di proteggerli possessivamente con il risultato di renderli ancora più deboli. Non hanno il buon senso di capire che stanno sbagliando due volte: la prima non insegnando quei principi e  valori che farebbero di loro dei giovani preparati e responsabili ed in secondo luogo, proteggendoli sempre e comunque creando degli adulti egoisti convinti che tutto sia loro dovuto.

Figli sballottati a destra e sinistra, con genitori entrambi egoisti in carriera che dedicano ai loro figli forse solo il weekend, che non trascorrono insieme neppure l’unico momento di aggregazione della giornata: la cena, per parlare e stare tutti insieme, perché loro si dicono stressati, hanno bisogno di relax, dei loro svaghi, vogliono anzi pretendono il loro “spazio”, quindi i figli dopo aver trascorso la settimana tra scuole o asili nido che hanno perso lo scopo di far interagire e socializzare i bambini ma sono divenuti parcheggi perché i genitori  vogliono indietro la libertà di un tempo ed i loro figli passano spesso anche le serate o il weekend con i nonni o la babysitter, quando non li abbandonano davanti alla tv o al computer.

Una categoria a parte sono i genitori che a 40-50 anni si comportano come adolescenti, si atteggiano, si vestono, fanno di tutto per apparire più giovani, non accettano il loro ruolo, le loro responsabilità, si dichiarano amici dei loro figli, mentre i ragazzi, anche solo inconsapevolmente, desiderano una figura genitoriale di cui fidarsi, su cui fare affidamento, oggi più che mai.

Sommergono i loro ragazzi di inutili beni materiali quando questi necessitano solo di attenzione. Non li guidano ed aiutano quando ne hanno più bisogno, non insegnano loro ad affrontare le difficoltà della vita. Con la giustificazione di lasciare liberi i propri figli di fare ciò che vogliono, lasciano che commettano errori spesso irreparabili e si fingono meravigliati quando i figli non riconoscono la loro autorità che giunge troppo tardi.

Il buon senso, la coerenza e la ragionevolezza sono accantonati da egoismi personali, le priorità non vengono valutate, non si accetta di mettersi da parte per un bene più grande. Da tempo viene denunciato questo deficit, ma pochi hanno veramente inteso il danno che si sta diffondendo a causa di un nucleo famigliare troppo protettivo o troppo distratto, troppo permissivo o troppo asfissiante.

C’è stato un tempo in cui i genitori si vestivano di autorità, a volte in maniera esagerata, seguivano le convenzioni che la società imponeva, dettavano le regole che si accordavano con la mentalità della loro epoca, regole che venivano accettate a denti stretti senza ribellioni, ma il rispetto per i genitori non veniva mai messo in discussione.

Negli ultimi cinquanta anni l’autorità genitoriale è stata vista come un aspetto da condannare, ma l’autorità accompagnata dall’affetto e dal genuino interesse per il proprio figlio è il migliore sistema di educazione che ci sia… far sentire loro il nostro amore senza avere vergogna di esprimere i propri sentimenti ma imponendo delle regole e del rispetto.

Tra i genitori, in questa grande confusione di ruoli e responsabilità, quelli che soffrono di più sono i genitori attenti al loro dovere, che educano i loro figli anche per migliorare la società in cui vivono, impossibile arrendersi davanti ai soliti deficienti che li considerano degli improbabili visionari, li denigrano per sminuire il loro impegno, li deridono per alleggerire la loro impreparazione, mentre un genitore responsabile è un genitore “a vita”.

Il rispetto inizia nella propria casa, in famiglia ed in seguito nella società in cui viviamo; l’educazione non sarà mai obsoleta o peggio ridicola, i genitori debbono dare il buon esempio ed accettare la responsabilità che i figli saranno da adulti quello che loro avranno insegnato.

La famiglia è colma di tante singolarità invece che da un insieme, questo ne causa la disgregazione e le colpe dei figli ricadono sui padri e sulle madri che non hanno saputo o voluto educarli.

Ho affrontato questo argomento molte volte in decine di articoli e sono stata anche insultata perché  nessuno accetta di sentirsi criticato per le proprie mancanze e non vuole accettare il ruolo di genitore quando questo comporta dedizione, sacrifici, rinunce e a volte una fermezza che ti lacera il cuore, una coerenza nell’educazione che non ammette cedimenti, per non arrivare a dire come quel padre: “i figli fanno quello che vogliono…”

Nessuna indulgenza è produttiva, poiché se perdono una marachella oggi, ne perdono una domani, alla fine perdo il controllo della situazione e oltrepasso quel limite da cui tornare indietro diventa un’impresa ardua.

Magari bastasse parlare ad un bambino per fargli comprendere la necessità di obbedire… è pura utopia, oltre a non sortire gli effetti educativi sperati, è addirittura controproducente, poiché educare un bambino senza punizioni rientra in quella ideologia che crea i bambini viziati e onnipotenti dei nostri giorni.

Si sta facendo tanto male a questi futuri adulti -oggi piccoli tiranni che impongono i loro capricci a genitori troppo permissivi- e quando i loro genitori se ne renderanno conto sarà forse troppo tardi. Quel giorno non avranno scusanti, non potranno più pensare che le conseguenze delle loro mancanze non li riguardino… si troveranno a dover far fronte a tutti i danni causati dal sistema di allevare la prole da loro stessi scelto.


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