• Libra Adri

Facebook quale forma sociale.



Il nuovo capitolo della fantascienza è la scomparsa della famiglia sostituita da Facebook e dai social network. Facebook e gli umani, non più gli umani e la famiglia, è Facebook, non come social network ma sotto forma sociale che aspetta le nuove generazioni. 



E` un fatto, non la fantasia sfrenata di qualche scrittore troppo fantasioso, questo nuovo capitolo è già in atto, anche se siamo solo all’inizio. 


I protagonisti di questo nuovo capitolo del “progresso” umano, sono i giovani, prodotti da una società già decadente nei valori e nei principi e forse involontari distruttori di quel che resta della famiglia.


Non sono loro i veri colpevoli, ci vorrebbe troppa forza di volontà per opporsi, ed i giovani non la posseggono, in quanto appunto giovani ed impreparati.  I loro genitori appartengono alla generazione che veniva lasciata davanti alla televisione, loro vengono dimenticati davanti al computer, con il quale possono interagire con il resto del mondo con i rischi facilmente immaginabili ma che vengono sottovalutati.



Facebook non è più solo il mezzo per trovare amici che si sono persi di vista, è una scorciatoia per acquisire nuove fittizie amicizie, ha sostituito il contatto diretto fra le persone,  ha soppiantato qualsiasi altro mezzo di comunicazione. 




Interagire è diventato molto più semplice ed immediato ma è estremamente impersonale e a volte questo aspetto torna indietro come un boomerang e ti colpisce quando meno te lo aspetti. È un prezzo che tutti dovranno pagare, importante è non sottovalutarlo.



 Il film “Lei” -her- illustra molto chiaramente la catastrofe dei rapporti umani grazie alla “umanizzazione” dei rapporti sociali quasi esclusivamente tramite Facebook, e quanto verrà dopo di questo di più personalizzato ed invadente.



Il prossimo passo nell’evoluzione del genere umano è  il personal computer senziente che si evolve e provvede a tutte le necessità dell’uomo. Il programma, con una piacevole e suadente voce umana del sesso che si preferisce, gestisce al posto del cliente la sua posta, risponde alle sue Email, ricorda gli appuntamenti, gli impegni, il protagonista racconta al computer le sue fantasie, i suoi sogni, i suoi desideri, conversa con lui come se fosse umano e di sesso femminile ed il computer prende nota delle preferenze del cliente-partner, anticipa le sue necessità. 




Il personaggio, sempre con un auricolare nell’orecchio in un collegamente che potrebbe essere un WiFi globale ed istantaneo, quando desidera  un contatto umano virtuale, chiede di chattare con qualcuno resosi disponibile sulla rete, non ha bisogno di incontrarlo, quello che non può vedere o toccare lo immagina e con la fantasia e  la masturbazione arriva ad uno pseudo e sicuro rapporto sessuale forse solo mentale e si salutano con un buonanotte una volta soddisfatti dell’intimità che li ha uniti per pochi minuti..  


Continuiamo a ripeterci che questo non accadrà mai, che questa “fantascienza” è solo un esercizio mentale inattuabile, così come si diceva, nascondendo un sorrisetto canzonatorio, per i viaggi sulla Luna o Marte, per i trapianti cardiaci, per gli arti artificiali collegati agli stimoli elettrici prodotti dal corpo, ai computer che permettono ai non vedenti, di camminare in strada senza l’aiuto di un cane o di un’altra persona e questi sono solo pochi esempi..


Se quella fantascienza raccontava di traguardi ritenuti inattuabili per le conoscenze dell’epoca, queste nuove previsioni dei rapporti sociali disumanizzati, stanno già avvenendo ma poiché la trasformazione è graduale non si avverte incombente, quando sarà completata sarà forse impossibile tornare indietro.


“Lei”, nel film, è un personal computer senziente che si evolve e provvede a tutte le necessità dell’uomo. Non ho visto la fine del film ma è facile immaginare i possibili sviluppi di un simile rapporto.

I libri di J. Verne oggi sono dei classici ma all’epoca in cui furono pubblicati erano alla stregua di racconti per ragazzi. I moderni scrittori di fantascienza come Asimov, Heinlein, Anderson, Hamilton, Dick, Brosnam, ipotizzarono con largo anticipo la strada che ha intrapreso il genere umano e benché fossero persone scientificamente preparate, i loro libri furono classificati opere di fantasia, senza nessuna pretesa scientifica e declassati a letteratura di serie B.

Tutti loro ed altri ancora avevano scritto di futuri viaggi spaziali, incontri con extraterrestri, di una Terra sovrappopolata dove erano scomparsi gli alberi, l’aria era inquinata ed il cibo scarseggiava, un futuro angosciante e per certi versi incredibile, per le conoscenze del tempo, ma non per l’immaginazione di questi scrittori, considerati da molti i nuovi profeti.

Avevano immaginato un futuro in cui le macchine ideate per aiutare, avevano alla fine sostituito gli uomini nei lavori pesanti e ripetitivi, in quanto più efficienti ed instancabili, fra l’altro avevano ipotizzato anche che i computers ed i relativi network avrebbero sostituito le relazioni umane. I social network ci stanno preparando a questo futuro ed i giovani, ignari, si lasciano sedurre e coinvolgere come una moda che li rende simili ai loro idoli con cui adesso possono anche chattare e accumulando followers diventano  e si sentono idoli loro stessi. 




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