• Libra Adri

Europa, un sogno a rischio.

L’Europa non è stata ancora realizzata e già viene chiamata Eurabia.

Fuori la porta di questo mondo di sogno, milioni di persone spingono per entrare e partecipare ad un benessere effimero, aiutati e spinti dagli interessi, non propriamente umanitari, di altre nazioni; rassegniamoci al pensiero che ci riusciranno. 

Molto spesso, i migranti fuggono dalle guerre e dalle persecuzioni ma a volte lasciano il loro paese non per una vera necessità, ma per poter guadagnare in fretta quanto serve per poter poi tornare nella loro terra ed iniziare una attività indipendente; d’altro lato gli europei hanno bisogno di queste persone per svolgere quei lavori che nessun altro vuole più fare. 

Voci autorevoli al di sopra di interessi privati e nazionali, richiamano l’attenzione degli europei sull’accoglienza ma anche sull’integrazione di queste genti.

Aiutiamoli a raggiungere uno standard di vita accettabile ma usiamo sistemi che loro capiscano, non commettiamo l’errore di volerli aiutare secondo la nostra scala di valori. 

Paradossalmente coloro che si sono resi conto del pericolo che si affaccia prepotente e cercano di impedire questa entrata disordinata, sono per questo  condannati e disprezzati. I rimedi da loro adottati non sono giusti, ma non vi è torto a voler difendere le libertà democratiche raggiunte dopo decenni, svariati decenni, di oppressione. Si sentono impotenti a difendere la loro cultura, a vedere sbriciolate le leggi, le usanze, gli stili di vita, le libertà conquistate. Tutto questo accadrà comunque, a causa di un errato buonismo che impedisce di comprendere il pericolo che incombe.

Con consapevolezza affermo che se non sarà trovata una soluzione ragionevole, in pochi decenni il volto democratico europeo, imperfetto perché creato da uomini imperfetti, sarà solo un ricordo. 

I popoli che vogliono entrare, non hanno partecipato a creare la nostra società, vogliono solo afferrare i benefici che ne derivano; non conoscono la democrazia perché non è stata loro insegnata, quindi mai praticata. Non modificheranno mai i loro comportamenti, non vogliono essere assimilati ed integrati, perché pensano che questo comporterebbe una perdita di identità, per questo dissacrano i nostri valori, disprezzano il nostro modo di vivere, ma prendono a piene mani quello che gli europei offrono, senza capire e concedere nulla al paese li accoglie.  

I punti fermi della cultura europea sono stati distrutti dalla secolarizzazione, dalla globalizzazione e dal femminismo, gli uomini europei ormai sono inerti, mortificati dal ‘politicamente corretto’.

Il femminismo ha distrutto l’istinto protettore del maschio nei confronti della femmina, essa compete con gli uomini per il potere e il denaro ed è diventata la loro antagonista ed essi non hanno più interesse o sentono il dovere di proteggerla. L’emancipazione delle donne esiste solo fino a che ci saranno uomini pronti a garantirla; da sole le donne sono indifese e fragili, come dimostrano le aggressioni che continuano a ripetersi, donne che si credevano sicure, libere e forti, per scoprirsi inaspettatamente deboli ed indifese, non sono solo una violenza alla libertà femminile, ma una prova generale per testare il polso della nostra società.

Gli europei sono andati oltre l’accoglienza, ma proprio questo decreterà la fine del loro stile di vita, fin da ora si evidenzia che la tolleranza, il rispetto per le diversità, il pluralismo, sono intesi come segni di debolezza da questi estranei alla nostra cultura; paradossalmente l’Europa  morirà  della stessa libertà che finora ha indiscriminatamente voluto garantire a tutti. 

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