• Libra Adri

Esistono le streghe?



Se qualcuno oggi mi rivolgesse la domanda: “Esistono le streghe?”, non avrei un attimo di esitazione a rispondere: ‘esistono e sono più numerose di quanto la gente immagini’

Questo termine è ormai superato, oggi streghe e stregoni si chiamano top manager, amministratori delegati, inviate speciali, direttori di giornali, conduttrici televisive, dirigenti di aziende… donne e uomini che approfittano della loro posizione, esercitando malamente il potere acquisito, spesso con aiuti politici, per scambi di favori, con sistemi a dir poco disonesti, per favorire interessi personali o semplicemente come un esercizio di cattiveria.

Tanti personaggi mi tornano in mente, mentre scrivo; alcuni, i più pericolosi, si celano dietro una apparente bonomia, altri e sono la maggioranza, appagati ed orgogliosi, giustificano il loro operato con la trita frase: “l’ho fatto per il suo bene”. Quanto odio queste parole!, le ho ascoltate così tante volte nella mia vita che non le sopporto più!

Non solo le donne possono essere delle streghe, ci sono anche uomini malvagi, ma chiamarli stregoni sembra un po’ ridicolo, comunque ne conobbi uno che per qualche tempo attraversò la mia vita procurandomi non poche preoccupazioni.

Svolgeva il lavoro di direttore del personale di una importante azienda, il lavoro più congeniale alla sua indole, trovava gratificante comandare, imporsi alla gente minacciando la perdita di una gratifica o di una promozione, pur di ottenere la loro obbedienza.

Sapeva mascherare molto bene il suo vero carattere e le sue conoscenze credevano fosse una brava persona che si prodigava per gli altri.

Conosceva la mia passione per lo studio dell’Astrologia ed un giorno mi chiese di sviluppare il Tema Natale di alcune persone che lavoravano per una ditta concorrente; l’uso che voleva farne era scoprire quante più cose possibili per poterli meglio sfruttare ed forse anche ricattare, avviluppandoli nella tela di ragno che già imprigionava altri malcapitati.

Non ho mai esercitato l’Astrologia come un mestiere, ho sempre preferito conservare la mia libertà senza condizionamenti o pressioni, quindi rifiutai il suo denaro e lo misi alla porta.

L’uomo, il volto stravolto dall’ira, mi maledisse, non sono superstiziosa ma quella volta ebbi paura, mi rivolsi alla mia amica sensitiva e le chiesi cosa dovessi fare e lei mi disse: ‘Prega con tutta la fede che possiedi’.

Se anche la mia amica Leila non aveva sottovalutato il problema, significava una sola cosa, quell’uomo era malvagio.

Questo è sono il caso limite di una persona assolutamente cattiva, c’è ne sono tante invece che non si possono definire tali, ma arroganza, egoismo, maleducazione, procurano sofferenza a chi ha la sfortuna di frequentarle.

Io per carattere, per educazione ed anche per l’appartenenza ad un segno zodiacale amante dell’armonia, disprezzo la volgarità, non amo litigare, rimango sempre stupita di fronte alla cattiveria, non ci farò mai l’abitudine dovessi vivere fino a cento anni.

Basterebbe poco invece per vivere in serenità, in armonia con se stessi e con chi ci sta accanto, diventa difficile solo quando non ci sforziamo abbastanza, desideriamo quello che non possiamo ottenere e ci lasciamo dominare dall’insoddisfazione.



La “strega” che mi è rimasta più impressa nella memoria, era un’amica di mia madre, era la sua confidente, frequentava la nostra casa, una donna bella, elegante, ricca, con un marito che l’adorava e la colmava di regali, aveva tutto per essere felice eppure era dominata da una cattiveria senza scopo e da una insoddisfazione che leniva solo facendo del male a qualcuno.

Non aveva pietà per nessuno, provava un sadico piacere a distruggere la reputazione del malcapitato di turno che aveva avuto la sfortuna di incrociare la sua strada.

Stringeva amicizia con l’ignara vittima, guadagnava la sua fiducia, prendeva spunto da chiacchiere innocenti o pettegolezzi senza cattiveria, come a volte fanno le donne per divertimento e ad arte le trasformava in colpe vergognose, innominabili, denigratorie.

Era un’attrice consumata e sapeva essere convincente, una parola a mezza bocca, un ammiccamento, un sorrisetto, qualche particolare piccante e la gente le credeva, quando aveva fatto più male possibile, gongolava soddisfatta e si godeva lo spettacolo.

Non aveva preferenze, non distingueva fra amici o sconosciuti, fra giovani o anziani, aveva una parola cattiva per ognuno di loro, non amava nessuno e nessuno scampò alle sue maldicenze.

Quando per un puro caso mi accorsi del suo modo osceno di seminare zizzania, mi confidai prima con mia madre poi con la mia migliore amica ma non venni creduta.

Attirai la sua attenzione e divenni il bersaglio del suo livore, in fondo al mio cuore, per quanti sforzi abbia fatto, ancora non sono riuscita a perdonarla.

Sono trascorsi molti anni eppure le sue odiose maldicenze continuano a perseguitare tante persone, perché quando un dubbio si insinua nella mente della gente, è quasi impossibile estirparlo, quando una reputazione è stata distrutta, quella persona rimarrà infangata per sempre.

Questa consapevolezza ha forse condizionato la mia vita, mi sono chiusa in un mio mondo fatto di pochi affetti sinceri, di pochissime amicizie genuine e con impegno mi sono costruita una vita serena.

La fine di questa donna è stata quella che lei temeva di più: voleva gente intorno che la adulasse, invece fu abbandonata da tutti, voleva essere libera invece dipendeva da altri, voleva essere autosufficiente invece fini su di una sedia a rotelle.

Nell’ultimo periodo della sua vita, i suoi freni inibitori sparirono, non si nascondeva più dietro maschere di perbenismo, mostrava il suo vero volto e si poteva leggere nei suoi occhi un’espressione che faceva paura.

Nonostante la maggior parte della gente avesse imparato a conoscerla, anche dopo la sua morte, la “livella” non aveva appianato tutto; le sue chiacchiere continuavano a girare, so di persone che dopo anni ancora soffrono per la loro reputazione offuscata, esistono dissidi familiari cocenti che ancora non si sono chiariti.

Era una donna senza pace, forse era pazza, di sicuro era una strega.



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