• Libra Adri

Donne indiane, gelsomini e spezie


Mi avevano detto che il Kerala era un’eccezione nella stessa India, ero dubbiosa ma lo scorso ottobre, appena terminate le piogge monsoniche, cedendo alle insistenze di mio marito,  partimmo per l’India. Il monsone era passato solo in teoria perché, usciti dall’aeroporto, fummo investiti da una pioggia battente… È difficile immaginare un temporale equatoriale finchè non lo si è vissuto sulla propria pelle…. noi occidentali associamo la pioggia al freddo, qui invece è totalmente diverso; quando piove fa ancora più caldo, gli ombrelli sono una perdita di tempo e non c’e modo di ripararsi, a che pro evitare le pozzanghere, le scarpe sono già zuppe. Sono abituata a tutto questo per averlo sperimentato in tanti luoghi, perfino a Singapore non provo neanche ad evitare di bagnarmi; non c’è il rischio di raffreddarsi se non si entra in qualche luogo con l’aria condizionata a “palla”.


Lessi che la costa del Malabar è da più di duemila anni il centro mondiale del traffico delle spezie. La mia fantasia fu stimolata da nomi sconosciuti ed intriganti: zenzero, cumino, zafferano, cardamomo, cannella, chiodo di garofano, ….. e sognai del giorno in cui avrei visitato il Kerala.

Quando Cristoforo Colombo partì pensando di prendere la strada più breve per le Indie, in effetti voleva raggiungere il Kerala, una parte di mondo strategica per la produzione ed il commercio delle spezie.


Nel passato le spezie erano ricercate e preziose quanto l’oro, gli uomini erano disposti a tutto pur di potersele procurare ed i mercanti europei non ebbero nessuno scrupolo nell’occupare e sfruttare territori e genti.

Ho sempre temuto di avventurarmi in India, le sue megalopoli di oltre venti milioni di abitanti, la miseria di chi è arrivato in città come ultima speranza, i cumuli di immondizia ovunque, i mendicanti che ti aspettano fuori dall’albergo. 



Ho già vissuto questi spettacoli di miseria e ho sofferto per loro, maledicendo gli uomini che non fanno nulla per alleviare la sofferenza di tanti incolpevoli.

Quando erano bambini che allungavano la mano, alla prima bancarella compravo tanti cartocci di riso e li distribuivo, li prendevano con gentilezza e se li dividevano con generosità, dando un’ulteriore lezione di civiltà a chi li osservava, per quel giorno avevo riempito le loro pance, una goccia in un mare di fame.


Prendemmo un taxi ed andammo in albergo, avevo bisogno di cambiarmi, quindi la prima cosa, entrata in camera, fu di andare nella stanza da bagno per una doccia e notai un cartello che invitava gli ospiti a non sprecare l’acqua. Confesso che mi venne da sorridere, con le strade inondate dal temporale, mi sembrava paradossale un invito del genere. Lessi i suggerimenti scritti per il risparmio d’acqua ed li trovai ragionevoli, in effetti siamo noi occidentali gli spreconi venuti dalla “civiltà del rubinetto aperto”; noi italiani non abbiamo la cultura del risparmio dell’acqua forse perché a noi non è mai mancata per interi mesi, come accade in tante terre soggette ai monsoni.

Non sappiamo cosa significhi guardare il cielo alla ricerca di una nuvola temporalesca, ci basta girare un rubinetto per avere tutta l’acqua che vogliamo, non ci accorgiamo della terra che si spacca per la siccità e pregare che la pioggia arrivi in tempo per non compromettere il futuro raccolto.


Il Kerala è una regione dell’India ricca di acqua con i suoi quaranta fiumi, ma non per questo la si spreca, si cerca invece di educare tutti al risparmio perché il Kerala, pur con la sua abbondanza di acqua, ha appreso che la ricchezza idrica è apparente e precaria.

Prima di partire avevo letto tutto quello che potevo per avere un’idea della regione che volevo visitare, i luoghi mi attirano, ma sono le persone che mi interessano.

La prima cosa che mi colpì fu che nel Kerala vi è la più alta percentuale di alfabetizzazione di tutta l’Asia. Le donne sono le più istruite dell’India ma raramente intraprendono una carriera professionale e non mettono a frutto i loro studi. Si sposano con un uomo scelto dalla loro famiglia e mettono da parte i loro sogni di ragazze. La famiglia è il punto di partenza e di arrivo per ogni indiano, egli viene cresciuto con l’aspettativa che un giorno restituirà le stesse cure agli anziani genitori; la figlia femmina, una volta sposata, entra a far parte della famiglia del marito e si prenderà cura dei suoceri come se fossero suoi genitori. Non ha importanza il suo livello culturale e di educazione, perché intorno alla donna si struttura la famiglia.

Migliaia di giovani uomini si laureano ma sono troppo specializzati per trovare lavoro nel loro paese e sono costretti a trasferirsi in altre regioni dell’India o ad emigrare, soprattutto negli Emirati Arabi, per trovare un impiego degno della loro preparazione.


In Kerala vi sono tre religioni: indù, mussulmana e cristiani in maggioranza cattolici e quello che rimane degli ebrei arrivati in questa terra, come racconta la tradizione, quasi duemila anni fa e nel XVI secolo.

Le relazioni fra le varie comunità religiose sono più distese che altrove, qui non si conosce la mafia islamica di Mumbai e gli attacchi anti mussulmani degli integralisti indù del Gujarat, il terrorismo di Delhi e la guerriglia del Kashmir.

Tutti convivono pacificamente, se qualche contrasto si è verificato nel passato, è stato solo limitato alle cose e non alle persone, come è accaduto in altre parti dell’India.

Tempo addietro lessi una frase di un poeta keraliano, affermava che le diverse religioni sono i fiori di una stessa pianta, la tolleranza è la vera ricchezza di questo popolo così diverso per tradizioni.

Le scuole cattoliche sono fra le più rinomate per la preparazione culturale che elargiscono e sono frequentate da bambini e ragazzi delle diverse religioni e non vengono accusate di fare proselitismo. Le chiese cristiane sono ovunque e sono colorate con gli stessi fantastici colori dei templi indù.

Non sono rare le conversioni verso altre religioni, donne mussulmane che, sposate con uomini cristiani, si siano fatte battezzare senza che la famiglia abbia trovato a ridire e sono ancora vive. Ho letto di una donna convertita all’induismo, mentre i suoi figli seguono ancora la religione cristiana. Tutti professano la loro religione senza bisogno di mimetizzarsi come invece accade in altri paesi.


Il mare è talmente pescoso che molti pescatori arrivano dalle regioni vicine per partecipare a tanta abbondanza, solo qui ho visto praticare un particolare tipo di pesca:  gli uomini gettano le reti a strascico partendo dalla riva, con i loro snelli sampan cominciano a remare velocemente con un’energia insospettabile visto il loro esile fisico, fino a che non hanno riempito di pesci la sacca della rete; negli allevamenti di pesci, dove riversano il pescato, le donne si tuffano e velocemente e con destrezza catturano i più grandi che vengono portati subito al mercato.


Il mercato di Kochi, come tanti mercati dell’Asia è un tripudio di colori: delle spezie, frutta, verdure, gli odori sono pungenti, a volte troppo forti per l’olfatto dei turisti, ma lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi è unico. I venditori parlano solo la loro lingua ma non è difficile intendersi con la lingua dei gesti di cui noi italiani siamo esperti, la gioia nel riuscire a comunicare è grande perché lo straniero viene da loro onorato e rispettato.

I keralesi sono persone stupende, dal momento del nostro arrivo hanno fatto di tutto per farci sentire a nostro agio anticipando quasi ogni nostra richiesta, aiutandoci nel superare le piccole difficoltà che si incontrano in luoghi che si visitano per la prima volta.

Poiché la sincerità è la migliore dimostrazione di amicizia, i keralesi non badano alle apparenze ma ci guardano negli occhi, lo sguardo che ci si rivolge al momento di un incontro è un attimo magico che qui nel Kerala esprime rispetto; se avranno bisogno di qualcosa ce la chiederanno e non chiederanno mai più di quello che possiamo dare e forse sarà per la nostra generosità nell’aiutare e nella simpatia che ispiriamo, gli italiani sono amati nel Kerala e in tutta l’India.


http://www.mixpod.com/playlist/89400413

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