• Libra Adri

Donna in carriera.

Ormai esiste una guerra dichiarata fra le donne che lavorano in casa e quelle che svolgono un lavoro esterno.



Una casalinga viene definita “relegata in casa” quasi fosse agli arresti domiciliari, mentre la donna che lavora fuori è il più delle volte considerata una “donna in carriera” che pensa solo al suo lavoro e abbandona casa, figli e faccende in mano ad altri.

I giornali sono stracolmi di articoli di giornaliste che, a volte apertamente di parte, trattano questo argomento, cambiano i titoli ma la sostanza è sempre la stessa, soffiano sul fuoco dell’insoddisfazione di molte, attizzano rancori repressi -non si capisce bene il perché di questi rancori- comunque le donne italiane non sono soddisfatte del loro status, la lotta fra le due fazioni è senza esclusione di colpi e non si riesce a vederne la fine. Sembra non ci sia soluzione, nessuna delle due parti vuole ascoltare perchè sicura di essere nel giusto e il maschio italiano sta in mezzo a parare i colpi.

Senza portare esempi che sono tanto numerosi quante sono le donne italiane, l’argomento non è semplice da sviscerare, ma sarebbe tanto facile da risolvere: ogni donna ha il diritto di fare le proprie scelte di vita, assumersene le responsabilità, senza criticare e disprezzare le scelte delle altre.

Il problema di base è che solo una parte delle donne che vorrebbero lavorare trovano lavoro, le altre rimangono al “palo” in attesa e la loro frustrazione aumenta perché sentono arrivare le nuove leve che vogliono un lavoro e che di sicuro non faranno pacificamente la fila aspettando il loro turno, lo vogliono subito quel lavoro.

Le generazioni di donne potenziali lavoratrici, aumentano ma i posti di lavoro diminuiscono.

Non lo hanno detto apertamente, solo sussurrato, ma ci sono tanti uomini mediocri che svolgono mediocremente il loro lavoro, mentre loro sono più preparate, più qualificate…. hanno paura che se non troveranno a breve un lavoro verranno “relegate in casa” come quelle povere disgraziate che tanto disprezzano, quelle che considerano sub-umane perché hanno fatto scelte diverse dalle loro, perché hanno paura di dover fare le stesse cose delle odiate nemiche: badare alla casa, fare la spesa, cucinare (che orrore), meglio un lavoro a tempo determinato, appena lo trovano!

Anche le casalinghe -uso questo termine per brevità, anche se lo ritengo inappropriato-

non sono felici del loro status, lavorano tutto il giorno senza nessun riconoscimento, a parte quello del marito, se non è uno stupido, mentre loro si considerano delle lavoratrici qualificate che svolgono con professionalità i loro compiti ma senza riconoscimento economico e quindi senza diritto alla pensione.

Un lavoratore che svolge il lavoro di badante, colf, baby-sitter, riceve uno stipendio e viene considerato un professionista da tutti, non è considerata tale la casalinga che svolge per la famiglia gli stessi compiti.

Questo è il motivo per cui le casalinghe sono tanto avvelenate contro le altre donne.

Le accuse che si scambiano a vicenda sono tutte della massima gravità, ma i punti dolorosi sono due: i figli divisi fra dopo-scuola o lasciati ai nonni,  e gli anziani, “parcheggiati” nei pensionati, quando se ne ha la possibilità oppure lasciati ad una badante e la cronaca ha portato alla luce casi sia di bambini che di anziani maltrattati, sono rari, ma esistono, quindi sono troppi.



L’argomento comincia a farsi pesante perché quando gli incolpevoli pagano per le nostre scelte, vuol dire che le nostre scelte sono sbagliate.

Ho cercato di mantenermi imparziale nell’esporre i due punti di vista ma non si può rimanere neutrali di fronte alle condizioni di vita delle persone anziane in seno a troppe famiglie. Troppo spesso al parente anziano viene accollato l’impegno di crescere i nostri bambini, per poi essere lasciato solo quando arrivano le vacanze, le gite ed i divertimenti. Quando diventa vecchio una casa di riposo lo aspetta, lo si va a trovare forse una volta al mese, se vuole uscire lo mettono seduto su di una sedia rotelle così sta al sicuro, velocemente lo si dimentica.



C’e` qualcosa di profondamente ingiusto in questa nostra societa`se non riusciamo a tutelare il benessere dei nostri bambini che sono il nostro futuro e degli anziani che sono lo scrigno della nostra memoria..

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