• Libra Adri

Distanti 2000 anni


Questi due meravigliosi bambini, uno della Nuova Guinea e l’altro Europeo lontani migliaia di kilometri l’uno dall’altro, è come se fossero distanti 2000 anni.

Il sorriso pieno di gioia del bimbo della Nuova Guinea, gli occhi che brillano di felicità per gli ornamenti che indossa per la prima volta, il visetto dipinto con i disegni tradizionali. 

Il giovane europeo ha tutto quello che il denaro puó comprare, cibo, abiti, giocattoli, eppure fra i due non ho dubbi su chi sia il più felice. 


Uno presto andrà a caccia con il padre, imparerà a costruirsi un arco, a mettere le trappole, a distinguere il frutto commestibile da quello che-fa-venire-il-mal-di-pancia, giocherà con gli altri bambini imitando gli adulti che inseguono le tracce del maiale selvatico, mentre l’altro, dopo la scuola, guarderà la TV, sarà solo con il suo computer e chatterà con un altro bambino senza mai incontrarlo.

Uno senza cure, per le tante malattie portate dall’uomo bianco, non arriverà alla vecchiaia e a cinquant’anni sembrerà un vecchio, ma avrà avuto una vita piena e felice; l’altro a cinquant’anni sarà ancora giovane ma con una insoddisfazione che gli rode l’animo.

Quale dei due ricorderà con compiacimento la vita trascorsa? 

Un altro giovane del Borneo indonesiano mi raccontava che da da bambino, insieme con il nonno che lo accompagnava per un tratto di strada, aveva camminato tre giorni sui sentieri della foresta per arrivare alla sua meta:  un piccolo villaggio dove iniziava una strada, che lo avrebbe portato in una città, per prendere una nave che non sapeva dove lo avrebbe condotto. 


Il giovane Dayak, figlio e nipote di tagliatori di teste, ha realizzato il suo sogno, ha visitato una grande città, primo ragazzo del suo villaggio ad aver visto un treno, migliaia di auto, negozi che vendono tutto quello che si può desiderare.. si chiamano supermarket.

Un passo da gigante per il piccolo aborigeno, l’unico del suo villaggio ad essere uscito dalla foresta del Borneo, ma a cui ritorna, di tanto in tanto, per rivedere i fratelli che nei giorni di festa si dipingono ancora e che non desiderano niente di più di quello che hanno e sono felici. 

Nell’arco di una generazione la tecnologia ha compiuto un balzo prodigioso, primo fra tutti: il computer che ha cambiato la vita di tutti, cosa sarebbe oggi la vita senza Internet, con quello che comporta. Com’era il mondo prima dell’avvento degli hand-phone? lo ricordo con difficoltà, ma doveva essere un luogo molto scomodo. 

Il bambino europeo mangia a sufficienza, anche troppo, vestiti quanti ne desidera, abita una casa in cui la pioggia non entra, andrà all’università, seguirà un percorso che qualcuno ha programmato per lui, inseguirà la felicità per tutta la vita, credendo che possedere sia più importante di essere. Se di tanto in tanto avrà il coraggio di lasciarsi dietro le spalle la civiltà che lo imprigiona, scoprirà che la felicità è fatta di piccole cose, di sensazioni, di sentimenti, di altruismo, il sentirsi in pace con se stessi, non perché si siano compiute cose eccezionali, ma perché hai sorriso a qualcuno che ti ha risposto con un sorriso.

#aborigeni #computer #giovani

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