• Libra Adri

Dare vita ad una visione.


Per anni ci siamo dovuti sentir dire che eravamo pazzi ad abbandonare l’ottima sistemazione che avevamo in Italia per andare a vivere in un posto sperduto e povero dell’Indonesia. 

Debbo dire che mai tali discorsi hanno intaccato la speranza di riuscire a realizzare il sogno di letteralmente, creare uno spazio a misura d’uomo dove vivere la parte migliore della nostra vita e mai creato recriminazione negli anni successivi.

Avendo assolto il nostro compito di una vita lavorativa ed aver cresciuto dei figli al meglio delle nostre forze e capacità, abbiamo ritenuto di poter fare, creare qualcosa per noi stessi, non necessariamente per trasmettere qualcosa nel futuro, quello crediamo di averlo fatto con i nostri figli ma fare qualcosa che appagasse lo spirito e la mente. 

Quando abbiamo visto l’isola dove viviamo, credo che ci siamo resi conto di essere nel posto giusto al momento giusto. Durante quella prima visita e per tutto il tempo che ci siamo fermati ad ammirarla e valutarla, abbiamo solo sentito i suoni della natura e la meravigliosa assenza della civiltà.

Io e mio marito a volte non abbiamo bisogno di parole per comunicare, ci siamo guardati ed abbiamo annuito.. Una piccola isola ma non troppo, distante ma non troppo dalla terra ferma per potersi spostare senza difficoltà, un luogo quasi fermo nel tempo, senza fretta e con tutto il tempo necessario per perdersi nei propri pensieri e nei sogni. Non vicino al mare ma sul mare. Il promontorio, che avremmo poi acquistato, 300metri di spiaggia, affaccia sul mare a nord-est e a sud-ovest e quindi avremmo goduto della bellezza dei rossi tramonti e la dolcezza del sole che rompe le tenebre della notte.

Il solo progetto, benchè dettagliato e preciso non è sufficiente per poter realizzare qualcosa di esaltante, ci vuole il sogno, ci vuole una fantasia che ti fà vedere i sogni già realizzati nella mente. Queste visioni, debbo riconoscere, me le ha trasmesse mio marito. È lui che riesce a fare cose che ha già realizzate nei suoi pensieri e le racconta, a me che non ho la sua capacità, come se guardasse un film. Nei caldi pomeriggi dopo aver già completato la nostra dépendance, ci sedevamo sotto l’unico albero ombroso, in cima alla collinetta che sovrasta la nostra terra da dove si gode un panorama unico della nostra proprietà e del braccio di mare antistante di colore turchese.

Iniziavamo a parlare delle cose fatte ma ancor più di quelle da fare ed ecco che mio marito inizia ad illustrarmi cose fantastiche, posiziona alberi che coprono questo e quell’angolo, dove creare un luogo rilassante dove stendersi per leggere un bel libro, vede una fontana in un laghetto che lascia scorrere la sua acqua in un fiumicello che poi si riversa in un lago con pesci rossi ed una profusione di piante esotiche e fiori ai lati per donare frescura a chi vorrà intrattenersi nei pressi, al suono dell’acqua che rivola più a valle. Debbo riconoscere che se quelli erano sogni di un visionario, oggi vivo nella realtà di quelle visioni e non manca nulla di quello di cui mi raccontava. Ma mio marito è stato un ragazzino che si costruiva le case sugli alberi nei boschi per emulare Tarzan, uno dei suoi eroi oltre a Sandokan. 

Io sono abituata a credere a mio marito perchè ha sempre mantenuto le sue promesse e quando lui promette, vuol dire che l’ha già visto realizzato.

Dopo le visioni, saltavamo in barca e via alla ricerca di un fondale che ci regalasse una visione della natura che ha ancor più fantasia di mio marito. 

La nostra prima meta è sempre stato un atollo che stà affiorando dal mare a meno di un miglio che abbiamo chiamato L’isola che non c’è. È visibile solo un cucuzzolo di sabbia che sporge dal mare ma con la bassa marea, diviene visibile una costolatura di coralli che emerge lungo tutto il perimetro dell’atollo e sabbia corallina al suo interno che si deposita su di uno zoccolo compatto di coralli morti e spezzettati che è dove sorgerà la futura isola lunga circa 200m. Con la giusta marea, è una fantastica piscina con il fondo di sabbia corallina, stelle marine blu, conchiglie, piccoli coralli e crostacei. I bambini che ci portiamo impazziscono letteralmente sguazzando per ore e cuocendosi al sole. Tutto intorno il blu del mare profondo ma a tratti lungo il bordo, ci sono altri zoccoli di coralli, terrazze a 2-5 metri di profondità dove la vita marina si evidenzia in una esplosione di colori.


Per comprendere, debbo anticipare che questa zona è ben riparata dalla violenza dell’oceano da una catena di isole coralline che come questa in formazione sono emerse dal mare in tempi remoti ed alcune sono invece delle enormi rocce sputate dal vulcano dell’isola madre. Il risultato è che il mare è essenzialmente calmo tutto l’anno, cristallino e pieno di vita. Non a caso i giapponesi si sono installati qui con le loro rinomate culture di perle per approvvigionare il mercato nipponico.

Con le numerose isole a disposizione, sono molte le spiaggie ed i fondali intatti a disposizione per le nostre escursioni. C’è l’isola delle tartarughe, dove abbiamo trovato traccie di numerosi nidi, che purtroppo sono spesso razziati dai locali che vendono poi le uova al mercato del paese. L’isola più esterna ad ovest è ritrovo dei pescatori divers locali che catturano aragoste prelibate per il mercato alberghiero, anche di Bali. Spesso capita che ci portino perle naturali trovate durante le immersioni ed ancora più spesso si disfano di squisiti pesci che ci portano offrendoli in vendita. 

Ci sono spiagge mai calcate da esseri umani perchè accessibili solo dal mare. 

La vita sottomarina è semplicemente incredibile e pesci di tutte le forme e colori. I nostri polipi mediterranei, sono di un grigio-marrone insignificante, così fui attratta da un polipetto con striature turchesi e pallini rossi ed arancio lungo i tentacoli. Era fermo immobile su di un corallo e si ergeva come la sirenetta di Copenhagen. Allungai la mano per accarezzarlo quando mio marito mi agguantò il braccio stringendolo forte in un messaggio chiaro. Mi disse poi che è estremamente velenoso. La natura sa proteggersi efficacemente e a queste latitudini è anche mortale in mare e fuori.


C’è un pesce sasso che è assolutamente invisibile se non ad occhio molto ben allenato. Io l’ho visto in un villaggio di pescatori all’asciutto e ho avuto grande difficoltà a ravvisare un pesce in quello che sembrava un sasso con alghe. Il pescatore mi diceva che un suo parente era morto in meno di un’ora, il giorno prima, per aver pestato quel sasso. Questi ricordi sono riaffiorati alla mente vividi, quando ieri Ernest, un cinquantino dal New Zealand ha bussato al nostro portone per presentarsi come nostro vicino, avendo acquistato un terreno poco oltre il villaggio. 

Visitando la nostra proprietà se n’è tranquillamente uscito “Ecco questo è proprio quello che ho in mente di realizzare”. Un sorriso deve essere apparso sul mio volto perchè in un attimo, tutte le difficoltà, i sacrifici fatti si sono prepotentemente riaffacciati alla mia mente e conoscendo bene la locazione della sua proprietà, ho potuto immaginare le enormi difficoltà che Ernest dovrà superare per realizzare il suo sogno. Gli abbiamo offerto di cenare con noi, e lui ha accettato al volo ed io e mio marito ci siamo scambiati un’occhiata ricordando i pasti saltati tanti anni fa.


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