• Libra Adri

Che imbarcazione vuoi?

Moltissimi hanno letto il post “il mare nel sangue” dove ho raccontato l’avventura vissuta con il nostro Ketch Stefini Atlantic. Nessuno ha lasciato commenti scritti ma ho potuto risalire alle motivazioni dei molti che attraverso la loro ricerca sono approdati a questo articolo, con il desiderio di conoscere di più circa questa imbarcazione. È stata fatta una ricerca che mi ha colpito: “difetti Ketch Stefini“ ed è a questo che mi voglio riferire.


La scelta di una imbarcazione a vela dipende o dovrebbe dipendere dall’uso che se ne vuole fare. Un patito della velocità e delle regate che scegliesse questo Ketch, direi che ha sbagliato nella scelta e troverà gravissimi difetti. Il massimo delle prestazioni in mare, ipoteticamente, si ottiene con Zero opera morta e Zero scarroccio. Io sceglierei una tavola a vela oppure un serio Dart Hawk, qui sotto, che riesce a volare, letteralmente, sulle onde, la cui vela steccata è una pura e semplice ala con una portanza incredibile e due scafi che sono due lame che fendono l’acqua con quasi zero resistenza ma controllano perfettamente lo scarroccio. Gli scafi dell’America’ Cup, come quello quì sopra, sono solo grandi geniali esasperazioni di questo desiderio di volare sull’acqua ma precluse a noi mortali.

Contrariamente, chi si avvicina al Ketch Stefini ed anche ai fratelli maggiori del 36′ o a qualsiasi altra barca panciuta e dai bordi alti ricerca una comodità all’interno che nessuna barca al di sotto dei 50′ può offrire.

Lo Stefini l’ho scelto per tante grandi cose fatte per questo scafo per i buoni materiali e soluzioni assolutamente geniali. Le modifiche da me apportate non sono state fatte per correggere difetti ma per mie personali scelte. La dinette centrale è perfetta e comodissima e non ho toccato una virgola della progettazione originale. Vi è stato ricavato un posto di guida interno con un immenso tavolo da carteggio aereo che sovrasta la dinette senza creare problemi o rubare spazio. Un’ampia finestratura fissa, dona luminosità illimitata alla dinette e visuale al posto di guida. Su questo tavolo ho sistemato tutta la strumentazione elettronica e sensibile. Il comodo sedile è fornito anche di un ampio hatch per sporgersi fuori. L’helm esterno nel pozzetto, l’ho provvisto solo della strumentazione essenziale quale, stazione del vento e bussola anche se con la strumentazione modulare integrata da questi si poteva ricavare qualsiasi informazione il sistema di navigazione avesse, compreso l’autopilota. Sotto il pozzetto, il vano motore è ampio e ben realizzato ed accessibile da tre lati, con ampie porte insonorizzate. Anche numerosi banchi di batterie trovano spazio nella parte posteriore del vano motore. Togliendo la pavimentazione del pozzetto, in un sol pezzo, si scoperchia l’intero vano motore per l’eventuale sbarco del motore. Quattro ombrinali sono capaci di scaricare a mare tutta l’acqua che riempisse il pozzetto, sempre che fossero stati chiusi i quattro oblò apribili, due per lato. Dato l’alto bordo, anche con un’andatura sbandata, l’acqua non arriva ad invadere il ponte, figuriamo il pozzetto…


Il pozzetto, da me rivestito in teak, è un comodissimo luogo anche per mangiare, con un tavolo in teak pieghevole al centro. Se coperto con un tendalino fisso e semi-apribile può diventare un luogo anche protetto dal vento, dalla pioggia e dagli spruzzi del mare.

La cabina sul lato sx del vano motore, l’ho smantellata per farci un laboratorio con bancone da lavoro ma avrebbe anche potuto essere un bagno che qualsiasi donna avrebbe amato. Il bagno di transito sul lato dx, che bisognava attraversare per accedere alla cabina di poppa, nelle nostre modifiche è divenuto una cucina spaziosa, con freezer e forno a microonde. La cabina armatoriale è grande spaziosa ed è una twin che per uno skipper è indispensabile. L’unica modifica, credo sia assolutamente necessaria, è stato l’aggiunta a poppa di una plancetta in acciaio e teak abbondantemente larga, con annessa sistemazione dell’atollo automatico di emergenza sottostante e passerella per l’imbarco e lo sbarco oltre alla discesa a mare. La legislazione del tempo avrebbe penalizzato una misura maggiore di scafo e una plancetta aggiunta evita ingombranti attrezzature d’emergenza sul ponte ed è un utilissimo giardinetto. La velatura di un ketch è completa e sufficiente per una navigazione di tutto rispetto ed ho conosciuto chi a dispetto di quanto da me detto, ci ha fatto anche delle regate…in amicizia 😃

http://www.mixpod.com/playlist/89400424

#AmericaCup #DartHawk #regatta

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