• Libra Adri

Bali, illusione di un antico splendore


BALI, una finzione per turisti, una rappresentazione di te stessa.

Nel tuo Olimpo è entrato uno nuovo dio : il dio Denaro, lo veneri quasi quanto la trinitá Brahma – Visnú – Shiva, è diventato il nuovo dispensatore di armonia ed equilibrio del tuo universo.. con il suo potere di acquisto.. 

I tuoi artisti hanno sacrificato la raffinatezza e l’eleganza della loro arte, si sono prostituiti per soddisfare il cattivo gusto di compratori ignoranti, per vendere di più hanno cambiato il genere delle loro opere per avventurarsi in campi che sono estranei al loro gusto e non si accordano alla loro cultura.


Pezzo dopo pezzo stanno vendendo la tua preziosa terra per farne alberghi e ville da affittare ai turisti, a prezzi assurdi; a nord di Ubud i contadini vendono i campi dove per secoli hanno coltivato il riso che li ha sfamati, mentre loro si ritirano in quartieri sempre più piccoli per sfruttare al massimo le loro proprietà: la loro unica ricchezza.

Bali stai disperdendo un patrimonio di arte, cultura e tradizioni, che appartiene a tutto il mondo.

Un tempo l’aspetto meraviglioso di Bali erano le persone, oggi è meglio starne alla larga, l’aspetto più brutto, il traffico, indisciplinato, disordinato, caotico, su strade che a mala pena possono accogliere due auto, transitano enormi pullman turistici, insieme con i sempre presenti motorini kamikaze. 


Continuano a chiamarla ‘l’isola degli dei’ io la chiamerei l’isola dei motociclisti pazzi, sfrecciano nel traffico, non frenano mai, schivano gli ostacoli come se avessero un record da battere, se qualcuno si lamenta, ti rispondono con maleducazione ed arroganza. 

Le strade dell’isola, ad eccezione di alcune importanti arterie a quattro corsie, sono rimaste simili a trenta


anni fa, lo si può notare dagli alberi che le fiancheggiano e dalle case costruite sui margini, ma quando si viaggia nell’interno o in periferia, ricompaiono le stradine di un tempo in cui la vita aveva altri ritmi, più pacati, senza fretta. 

Bali ha poco più di 4milioni e mezzo di abitanti e quasi tutti lavorano nel ramo del turismo, chi direttamente, chi con l’indotto, poi ci sono i contadini, gli artisti-artigiani, gli unici rimasti a conservare le tradizioni che furono la ricchezza e la bellezza di Bali. 


La bellezza e l’eleganza di Bali è ormai racchiusa negli alberghi di lusso, nelle Spa.. nei locali per turisti, dove i balinesi si impegnano per accontentare il cliente che paga profumatamente e che con il passa-parola ed una recensione positiva ne porterà altri cento. 

L’arrivo di ‘carne fresca’ non finisce mai per tutto l’anno, rallenta un poco nei tre mesi più piovosi della stagione delle piogge, ma si potranno sempre vedere i ragazzi russi che, dimenticati i venti gradi sotto zero di casa loro, si rinfrescano nella tiepida pioggia di Bali. 


I turisti hanno un unico desiderio: allontanare il ricordo di un lavoro che non li soddisfa, della monotonia di una vita senza slanci, del freddo delle loro latitudini, ed i balinesi hanno recepito il messaggio, ti fregano con il sorriso e l’inchino a cui il turista occidentale non è abituato, le cameriere balinesi, nei loro abiti colorati, con il passo aggraziato ed un sorriso di mestiere sempre pronto, passano con i vassoi carichi di bibite e di antipasti, ‘vietato pensare’, sembrano dire, godetevi questo lusso! forse non lo sapete, ma con il costo di un solo giorno di Hotel & Spa che voi pagate, loro ci vivono un mese intero..


Molti di questi turisti rimangono in albergo, non sentono la necessità di uscire, hanno tutto quello che desiderano. Visitare un tempio balinese? quando ne hai visto uno li hai visti tutti; ammirare le caratteristiche risaie che assecondano i rilievi delle colline? non vale la pena di abbandonare l’aria condizionata dell’hotel; il vulcano attivo poco lontano da Ubud? non è necessario scomodarsi, ci sono tanti CD che possono mostrare le bellezze della natura. I decantati balli tradizionali li fanno direttamente in albergo, senza disturbare il cliente; tutto sarà addebitato sul salato conto, ma il cliente si è divertito, è soddisfatto.

Si svegliano tardi, fanno colazione, ginnastica dolce, massaggio, bagno in acqua profumata, un po’ di abbronzatura, pranzo, le signore fanno shopping nei raffinati negozi dell’hotel e se proprio vogliono uscire, la macchina dell’albergo li porterà dove desiderano, al rientro li aspetta un aperitivo, la cena, e per concludere la serata un film nella saletta riservata o la discoteca per i più giovani… domani sarà un altro giorno. 


Questa categoria di turisti, una volta tornati a casa, non potranno che parlare bene di Bali e suggerire una vacanza simile, ma cosa hanno visto veramente di Bali e cosa hanno capito della cultura balinese?

Gli unici turisti che girano sotto il sole della controra, sono quelli che soggiornano nelle home-stay senza aria condizionata e i sud coreani, in gruppo con la guida, come tanti soldatini, gli australiani possono finalmente fare un’immersione senza incontrare gli squali, gli europei sono più indipendenti ma faranno presto ad impigrirsi dopo tante coccole dalle deliziose balinesi che sembrano prevenire i loro desideri.


L’espatriato residente a Bali non farà mai l’abitudine al balinese che l’offende con la sua insolenza, quest’anno si prevede che venti milioni di turisti atterreranno a Bali, questi nuovi arrivati si appagheranno di colori, di fiori, d’incenso profumato, di sorrisi ed inchini e non si scontreranno con la realtà del traffico, con l’arroganza della gente, le guide dell’hotel proteggeranno gli ospiti stranieri dalla maleducazione del negoziante che chiede un prezzo assurdo per un cestino o una maglietta, questi ignari turisti non si sentiranno mai dire “perchè vieni a Bali se non vuoi spendere?” 


Abituati ai turisti sempre accondiscendenti e grati per qualsiasi cosa venga loro offerta, i venditori di ciarpame si risentono se qualcuno contesta il loro modo di fare, si offendono addirittura se qualcuno discute i loro prezzi irragionevoli, ti apostrofano sempre con la stessa odiosa frase: “questa è casa mia.. se non ti sta bene vattene!” al di la della maleducazione, possono permettersi il lusso di dirlo.. per un turista che se ne va disgustato, hanno migliaia di arrivi per la stagione turistica che sta per iniziare, ma il sogno, le aspettative, i desideri di questi sprovveduti visitatori molto spesso crollano prima ancora della fine delle loro vacanze, basta guardare le facce di quelli che partono, un misto di sollievo e di tristezza per il loro sogno svanito, ma pochi avranno il coraggio di confessarlo, gli amici aspettano i loro racconti e la favola continua.


La mattina all’alba i contadini sono già nei campi, sono gli uomini ad avere cura delle piante di riso che si chinano sotto il peso delle spighe, ad estirpare le erbacce che altrimenti soffocherebbero le giovani piantine, un lavoro senza fine, le donne li aiuteranno per il taglio eseguito a mano, sbatteranno le spighe su tavole di legno per separare i chicchi di riso dalla pula, li faranno asciugare al sole, bruceranno le stoppie. 

I giovani partono la mattina presto e raggiungono gli alberghi, i ristoranti, le Spa private, le agenzie turistiche e di import-export, le migliaia di negozi e bancarelle che vendono di tutto, quando è necessario danno una mano nei campi, ma sono le persone anziane che, sempre piegate in due, portano a termine un lavoro massacrante. 

Morti gli anziani, i figli venderanno la terra che ha raggiunto e superato il prezzo di un metro quadrato per un appartamento in centro a Milano, la comprerà una multi-nazionale, per farne l’ennesimo Hotel & Spa, darà lavoro ai nipoti di quei vecchi che si sono spaccati la schiena e un altro pezzetto di Bali sparirà per sempre.

La mattina alle sei, al rientro dalla mia passeggiata mattutina, incontro sempre le stesse persone, ci osserviamo, io saluto, loro mi guardano, un vecchietto in particolare, secco come un osso, il cappello di paglia di riso, la roncola in una mano, una noce di cocco nell’altra, dopo sei mesi di questi incontri al sorgere del sole, io saluto e lui finalmente mi risponde con un piccolo sorriso, finalmente mi ha accettata. 


Li amo questi autentici balinesi che sono rimasti.. ed allora mi dico: “forse vale la pena di rimanere a Bali ancora un poco” ci sono ancora tante brave persone, ma per incontrarle mi debbo allontanare dalla città, dalle superstrade, lontano dai mega alberghi alti quattro piani, dove un tempo vi erano case che non superavano l’altezza di un albero, debbo fermarmi dove la gente mi saluta e mi chiede: “da dove vieni” ed io le rispondo: “vengo da Roma” e loro di rimando “A.S Roma..” si certo e anche “pizza, mafia, Valentino Rossi..” i soliti stereotipi..

Come doveva essere bella Bali in un passato non troppo lontano, quando certi valori avevano ancora un significato: gentilezza, rispetto, educazione.

imparare senza pensare porta a nulla, pensare senza imparare è pericoloso (Confucio)

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