• Libra Adri

Aspettando la pioggia


Nelle zone equatoriali siamo giunti al culmine della stagione secca e nella terra argillosa si sono aperte fessure in cui può entrare una mano. 

Sono sei mesi che non piove nei Caraibi, in Venezuela, in Colombia, in Indonesia, in Nuova Guinea, nei territori a nord dell’Australia, tutti aspettano la pioggia. 

Tutta la natura é stremata, chiede acqua, implora acqua, le piante, gli alberi sono allo stremo delle loro forze. Per quanto si annaffi solo dopo il tramonto, centellinando l’acqua per non sprecarla, non é mai sufficiente per ripristinare quella che é evaporata.



Tutto é polveroso, il bel verde é stato sostituito da tutte le sfumature dell’ocra. La scorsa stagione delle piogge, non ha piovuto abbastanza ed i pozzi sono esauriti da due mesi. Anche la gente é stanca, l’acqua da bere non manca ma e’ la necessità di rispiarmiare tutto quello che e’ possibile che ha esaurito le forze della gente.



Sulla nostra isola solo noi ancora abbiamo acqua a sufficienza perché i nostri pozzi arrivano in profondità e quasi ci sentiamo in colpa per questo.


L’acqua non si rifiuta mai e tutti quelli che bussano al nostro portone con un secchio, una boccia o una bacinella, non tornano a casa a mani vuote.




Quest’anno, in Indonesia, la stagione secca è stata la più faticosa degli ultimi anni, generalmente viene considerata la stagione fresca, invece quest’anno il caldo è stato opprimente, dai normali 30 gradi, siamo arrivati a più di 35 gradi, l’aria è torrida e non viene rinfrescata neppure dalla brezza che viene dal mare. Ad ogni sorgere del sole, tutti compiono lo stesso gesto, alzano gli occhi al cielo, nell’aria sembra aleggiare un mormorio: manca poco, manca poco..(hampir ada..)



Fra pochi giorni, come quasi tutti gli anni, i balinesi che vivono nell’interno dell’isola grande, chiederanno allo sciamano di pregare gli dei affinché la pioggia arrivi presto. Il ritmo martellante dei tamburi che accompagna le preghiere arriverà lontano, lo sentiremo anche noi sulla nostra piccola isola, pregheranno e suoneranno per tre giorni consecutivi, dandosi il cambio giorno e notte. Aspetteremo per tre giorni che arrivi la pioggia, poi le preghiere ricominceranno e i tamburi riprenderanno a suonare, anche chi non crede in questi riti pagani, a suo modo pregherà ed aspetterà che arrivi la pioggia. 




Da tanti piccoli segni si capisce che ormai non manca molto, una felce che prospera solo nel periodo umido, improvvisamente, nonostante il secco, si è arricchita di nuove foglioline, le nuvole attraversano velocemente il cielo, una luce strana fa brillare il mare come una lastra di metallo, un poco alla volta il vento sta cambiando direzione, quando comincerà a spirare da nord, arriverà il monsone che porterà le nuvole cariche di pioggia.


Siamo preparati a ricevere la  pioggia, tutto è in ordine e revisionato, perché il primo temporale può riservare sempre delle sorprese; la terra che non  riceve acqua da molti mesi, è dura come una pietra, assorbirà l’acqua lentamente, mentre sui terreni in pendenza scivola via fino a formare un’onda che tutto travolge.  



Oggi il cielo è grigio, il vento è calato improvvisamente, in lontananza si sente il rombo del tuono, ci telefonano, in città piove a dirotto, forse questa notte pioverà anche da noi.. Il temporale è stato intenso ma ha scaricato la sua acqua solo a nord-ovest dell’isola, a ridosso delle montagne… noi dobbiamo aspettare ancora..




Qualche altro giorno è trascorso. I tamburi hanno suonato tutta la notte, all’alba il cielo era carico di nuvole nere, gli uccelli hanno smesso di cantare, c’è un silenzio innaturale, eccola finalmente, sta arrivando, si sente già il profumo della terra bagnata, siamo tutti fuori a riceverla, una goccia mi bagna il braccio, è fresca sulla pelle, in un momento sono zuppa. 


Nella nostra cultura, siamo abituati ad associare la pioggia al freddo, invece fa caldo, la quantità di pioggia che cade è indescrivibile, in pochi minuti il mio giardino è allagato, scalza cammino felice nell’acqua che copre il prato, Gwen (la mia amica Labrador) si rotola beata nell’acqua fresca.



Il temporale è durato poco, il sole riappare da dietro le nuvole, il cielo torna ad essere azzurro, dal suolo e dai tetti si alza il vapore in cui la pioggia si trasforma, la pioggia ha pulito ogni cosa, lasciando l’aria tersa e limpida.


Il terreno è zuppo ma l’acqua non è  entrata in profondità, ma pioverà ancora, questo è solo l’inizio, già da domani il prato tornerà a vivere, un tenero verde riapparirà fra gli steli gialli, in un paio di giorni tutte le piante si copriranno di gemme, in una settimana i rami saranno coperti di tenere foglie in una incredibile gamma di verde, la natura  torna a vivere dopo il lungo  letargo.  


Un miracolo che si ripete tutti gli anni e che non mi stancherò mai di ammirare.


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