• Libra Adri

Apprezzare il paradiso.




In tutto il mondo, Bali è “l’isola” per antonomasia. Negli anni ’30 dello scorso secolo fu ‘scoperta’ da un gruppo di artisti che vi si stabilirono e la fecero conoscere, prima nel loro ambiente di amanti dell’arte, poi a coloro che desideravano riprendere un contatto genuino con la natura e la spiritualità perduta nell’epoca della rivoluzione industriale. 

Bali Indonesia, Breathtaking Places you must see.

In Indonesia has a beautiful Island named: Bali. It is a province in this country. Bali has many places of attractions, it make Bali one of the most popular tourist destination in Indonesia. Bali is reputed in highly developed arts, sculpture, painting, metalworking, music, leather and traditional and modern dance. Bali is the area with highest biodiversity of marine species. It is good place for diving with a professional guide… “

Questi sono gli stereotipi che siamo soliti leggere. Purtroppo Bali è diventata estremamente urbanizzata con eccessivo traffico senza avere le infrastrutture delle grandi città ed i prezzi, che rendevano l’isola appetibile, sono cresciuti a livelli americani ed europei…

Il turismo di massa ha incredibilmente trasformato l’isola; migliaia di giovani arrivano da tutto il mondo e prima di tornare alla vita di tutti i giorni, al freddo clima invernale delle loro città, cercano lo ‘sballo’, la movida, lo stordimento, le esperienze estreme ed i balinesi gliele propongono con un sorriso.. purché paghino. 

La maggioranza delle persone è attratta dal fascino delle isole, sembra quasi una eredità genetica, in tempi antichi si cercava nelle isole riparo e protezione dalle rotte degli eserciti invasori, dai commercianti di schiavi, sta di fatto che gli isolani diventarono genti diverse dalle altre, per carattere e comportamenti.


Bali è una splendida isola ancora evidente nelle zone non invase dalle costruzioni di enormi alberghi, sempre più alti per compensare l’indecente costo della terra. Dove prima esistevano paesaggi stupendi, ora sono stati costruiti centri residenziali per coloro che possono permettersi di acquistare minuscole villette in complessi affollati, a volte con vista sul mare, allo stesso costo di un appartamento a Milano, strade piene di traffico caotico dove i motorini sfrecciano ovunque quando non si piantano contro la tua macchina. 

Nonostante la delusione non voglio elencare i mali di Bali, che per molti versi continua ad essere un’isola unica nel suo genere. La delusione arriva dai balinesi e dal loro stupefacente cambiamento, dove prima erano parchi, gentili e riservati, le persone migliori al mondo quando conquistavi la loro fiducia, oggi hanno assimilato troppo velocemente il peggio dell’occidente nella sua esteriorità e futilità.

A Bali non esistevano strade più larghe di tre metri, la case non erano più alte degli alberi. La gente aveva una concezione della vita, con complessi rapporti interpersonali, rapportata alle esigenze del loro villaggio, l’ospite era il benvenuto ed accolto con cortesia, sempre affabili, disponibili, gente con una straordinaria spiritualità, che ti lasciava nell’animo il ricordo di una vita semplice ormai perduta.


L’ultima riflessione che mi rimane da fare è che le nuove generazioni di balinesi hanno stravolto il loro modo di vivere, ben consapevoli e desiderosi di volerlo, gli anziani balinesi sono le uniche persone rimaste che ancora racchiudono in loro il ricordo di quello che fu Bali, l’isola con le più squisite persone al mondo, con un sorriso spontaneo che illuminava i loro occhi, mentre oggi chi si permette di contrattare al mercato di Ubud una cosa qualsiasi, dal cesto alla maglietta, viene apostrofato con una frase che la dice lunga: ‘se non vuoi spendere, non tornare a Bali!‘

Tramontata la magia dell’Isola degli Dei, rimangono le migliaia di isolette che compongono l’arcipelago Indonesiano, dove il clima, lontano dalle affollate città, conserva tutto l’anno una costante temperatura di circa trenta gradi, dove le spiagge di bianca sabbia corallina, sono lambite da un mare così limpido che si vedono i pesci ed i coralli sul fondo, dove la gente è ancora semplice, per la loro primitiva cultura, per ignoranza, ma comunque genuina. 


Il lato sud di tutta l’Indonesia si affaccia direttamente sull’oceano indiano, offre dei meravigliosi panorami ma anche un mare che spesso, anche per l’orografia sottomarina, dona onde gigantesche, infatti è meta dei tanti serfisti che visitano queste isole; con la bassa marea centinaia di metri di coralli taglienti affiorano, rendendo improbabile nuotare o snorkel in queste acque.

Sulla costa sudovest di Lombok, l’oceano è sempre più disponibile alle escursioni sopra e sotto la sua superficie. 13 isole, alcune incontaminate e disabitate formano una corona che protegge le acque al suo interno e numerosi banchi di corallo si innalzano a preannunciare la formazione di nuovi atolli corallini. Sta di fatto che questa conformazione offre centinaia km di spiaggie e fondali meravigliosi per godere quella biodiversità che è comune alle acque che circondano l’Indonesia.

In questo particolare angolo dell’Indonesia si gode anche di quella sicurezza in mancanza di quelle forti correnti che si riscontrano in molti degli altri siti turistici che pur offrendo le stesse bellezze di fondali risultano essere spesso pericolose per i meno esperti come invece lo sono le isole a nord di Lombok e quelle di Bali. 


Comprare un appezzamento di un paio di ettari di terreno incolto e trasformarlo in un giardino, è stato l’unico modo per me e mio marito di crearci un piccolo paradiso privato, lontani dalla folla, dal traffico, dall’inquinamento, svegliarsi il mattino presto a causa della gazzarra dei passeri sull’albero che ho piantato di fronte alla mia camera, il pescatore mio amico che bussa al portone e mi propone un pesce ancora guizzante, per la cifra (eccezionale per lui..) di due euro al kilo, ma se proprio mi viene nostalgia di un po’ di affollata civiltá, in venti minuti di aereo sono a Bali, in un’ora a Surabaya e in poco più di due ore nella mia amata Singapore. Sfogato il desiderio di grandi magazzini, di ristoranti cinesi, di lunghe passeggiate nel fresco della sera lungo Orchard road illuminata a giorno, con un sospiro di sollievo, torno nella mia piccola isola. 

Gli alberi di mangga (mango) che piantai alcuni anni fa, sono carichi di fiori, fra poche settimane i rami si piegheranno sotto il peso dei frutti più buoni al mondo, i cespugli di gelsomini di notte spandono intorno il loro inebriante profumo ed ancora una volta apprezzo nella giusta misura il benessere per quello che ho saputo realizzare, la pace e la serenità che mi riempiono il cuore. 

È sempre vero, devi allontanartene per un attimo, per apprezzare il paradiso.



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