• Libra Adri

Amo l’Italia.. ma gli italiani di oggi non li riconosco



Vivo all’estero da molti anni e conservo un ricordo ed un amore viscerale per la mia città Roma e per l’Italia…. ma gli italiani all’estero mi sono diventati antipatici.. sono scorbutici, diffidenti, quasi ostili, quando si accorgono che sono una connazionale si comportano come se fossi trasparente, se proprio sono costretti, salutano affrettatamente e scappano come se temessero.. chissà cosa.



Mi piacerebbe conversare con loro, ascoltare la cadenza del loro italiano, la simpatia del napoletano, il brio e la scioltezza del toscano, le vocali lunghe e aperte del romano, ma sono rari, anzi rarissimi, quelli che si fermano, salutano, chiacchierano pochi minuti, augurano una buona giornata e vanno via amichevolmente, soprattutto educatamente.

Eravamo giunti da poco in Indonesia, stavamo passeggiando sulla bianchissima spiaggia di Senggigi… quando incrociamo una coppia di italiani, ci fermiamo e cominciamo a chiacchiere, si era fatto tardi, all’equatore il Sole tramonta velocemente, quindi li invitammo a cena per proseguire la piacevole conversazione.. fu una pessima idea.. la coppia in mezzo ad altra gente si sentiva al sicuro, ma da soli, con sconosciuti… fuggirono come se temessero di cadere in un’imboscata..

L’ultimo incontro (?) é avvenuto pochi giorni fa, ci dirigiamo verso il parcheggio dove avevamo lasciato la nostra auto, quando sentiamo parlare italiano, mio marito si gira: 

“salve, come…?” non lo lasciano finire.. ci guardano con aria sorpresa.. “bene, bene, ma andiamo di fretta, dobbiamo andare all’aeroporto..” la solita diffidenza, la solita maleducazione, mio marito ed io ci guardiamo amareggiati, siamo alle solite, ma giuro questa é l’ultima volta! se sentirò ancora parlare italiano fingerò di non aver udito.. siamo stanchi, non capiamo da dove venga questa mancanza di fiducia, debbo dire che in tanti anni all’estero, non siamo  mai stati imbrogliati o derubati e non abbiamo conoscenza di italiani che siano stati raggirati da altri italiani.

Conservo il ricordo di italiani amichevoli, socievoli, un tempo incontrarsi all’estero era quasi una festa, venivamo accolti come se fossimo amici di lunga data, ma gli italiani di oggi non li riconosco più, mi domando cosa stia accadendo in Italia per cambiare un popolo generoso, in gente circospetta e diffidente… 

Con gli stranieri, invece é un’altra situazione…

nello specchio di mare vicino alla nostra casa é sorta una marina, vi ormeggiano barche a vela provenienti da tutto il mondo, a volte sostano per due o tre giorni, al massimo una settimana, fanno il pieno di acqua e di provviste fresche e proseguono il loro viaggio verso nuovi porti, altre volte invece si fermano piu’ a lungo ed approfittano del fatto di trovarsi al centro del sud-est asiatico: la Cambogia, il Vietnam, la Malesia, le Filippine, ed la magnifica Singapore, sono tutte a poche ore di volo, chiudono la barca e vanno in giro a visitare luoghi che non sono stati ancora guastati dal turismo.

Quando la ‘gente di mare’ si incontra, si scambia informazioni, notizie, avvertimenti.. “quel porticciolo é sicuro ma non c’é acqua.. quel posto ha prezzi eccessivi.. in quella marina il gestore é scorbutico.. “ogni notizia é utile, nel nostro caso si é sparsa la voce che siamo persone ospitali.. “se ormeggiate in quella marina, andate a trovare..” e molti bussano alla nostra porta, sicuri di essere accolti in amicizia.

I francesi sono i più numerosi, hanno l’abitudine di intrecciare una rete di conoscenze in tutte le località che frequentano, ma anche australiani, olandesi, inglesi, americani… bussano alla nostra porta: “ci fermiamo per qualche giorno e siamo venuti a salutare… conoscete.. Marie e Jack? … Nikki e Ralf?…. Janny? “..si li abbiamo incontrati, votete accomodarvi?” ed inizia una piacevole conoscenza che, con uno scambio di Email, prosegue anche dopo la loro partenza.

Di frequente ormeggiano la barca nella marina per fare un breve ritorno a casa, le famiglie si ricongiungono fra dicembre e gennaio, in questo caso ci lasciano le loro cose più preziose, i documenti della barca e a volte anche una lettera-testamento da consegnare ai parenti… é un grande gesto di fiducia da parte loro e siamo felici di aiutare, sappiamo cosa significa essere lontani…

L’unico aspetto negativo di questi incontri.. una volta partiti, non li rivedremo più, ma é stato piacevole trascorrere qualche ora insieme… 

spinti dal monsone continueranno il loro viaggio, senza radici, senza rimpianti.

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