• Libra Adri

Addio famiglia !.



Mi ha fatto rabbrividire sentire una giovane donna di 30anni asserire di non aver ancora trovato l’anima gemella e di  aver deciso di ricorrere all’inseminazione artificiale nell’eventualità di non trovare un buon soggetto nei prossimi due anni, ovvero rendere suo figlio orfano alla nascita. La donna, nel suo proposito, ha rispettato i suoi diritti di maternità piuttosto che i diritti del bambino ad essere figlio di una famiglia normale.

Oggi, taluni individui scherniscono il concetto di “famiglia normale” come un concetto d’altri tempi… retrogrado, ma in effetti è un concetto senza il quale diremmo addio alla civiltà umana come noi la conosciamo.


La pretestuosità di certe argomentazioni sono un’offesa all’intelligenza altrui, tutti gli altri che sono la stragrande maggioranza degli straights che non strumentalizzano i concetti basilari della vita. 

La scelta della giovane donna è ottimale e dobbiamo cominciare a prenderla in considerazione (abituarci all’idea) ma esiste il rischio che le donne che scelgono questa soluzione tendono ad avere non un rapporto di coppia ma un rapporto col figlio, strettissimo, il bambino diventa il partner che lei voleva e che si è fabbricata come lei lo voleva, creando un problema di personalità per il bambino. Negli USA esistono cataloghi tra cui scegliere il proprio donatore, non il nome, ma la professione e i caratteri fisici.


L’input paterno è molto forte e ci sono donne che sposano uomini che assomigliano al padre…. oggi si decide quando e se averlo, quindi sarebbe meglio condividere prima il proprio desiderio di avere un figlio.

Le donne sono molto più autonome dei maschi, donne senza uomini sono singles ma madri senza che ci sia un padre è concettualmente una questione molto più profonda e diversa le cui implicazioni possono far tremare le vene. 

In effetti con l’inseminazione si è aperta una nuova ma negativa involuzione dei rapporti umani. Una donna può diventare madre con un donatore conosciuto ma anche sconosciuto. Mentre una ragazza madre, raggiunge il concepimento grazie ad un rapporto d’amore quindi essenzialmente con l’intenzione di creare una famiglia, con l’inseminazione si ha una fecondazione meccanica. Le implicazioni per il bambino che nascerà, ancor più se il donatore è anonimo, saranno molto importanti.


Al di là del giudizio personale…. si deve sempre partire dal diritto primario: il diritto del bambino di avere un padre e una madre, anche se separati il bambino ha una figura di riferimento. La figura del padre è importante non solo per i maschi ma anche per le femmine.

Quando il papà fugge la relazione, il danno è irreparabile anche con una famiglia allargata intorno; il nonno è il nonno, lo zio è lo zio, il padre è un’altra storia..

Inserendo degli omosessuali nel discorso, la questione si complica enormemente.


Fino a qualche decennio fa, il gay era molto più schivo e quasi vergognoso del suo stato anche se oggetto a scherno da parte di taluni ma quasi come un innocuo sfottò dei giovani, dovuto alla pratica della sodomia, non è  definibile omofobia.

Con gli anni è subentrata una maggiore permissività e umana considerazione ed il gay si è andato pian piano rassicurando ed accettato come una persona normale quale è.

Successivamente è subentrato un certo desiderio di rivalsa e comunque di aggressivo inserimento e con la divulgazione, senza vergogna delle pratiche amorose omosessuali fino ad arrivare al desiderio di sposarsi e di elevarsi a famiglia e crescere dei bambini.

Forse il desiderio nasce genuino, proprio perché l’omo è normale in tutto tranne che sessualmente, ma questo fa una differenza enorme rispetto al problema, proprio per l’incapacità a procreare.

E fin qui tutto è ragionevolmente comprensibile e condivisibile. Il coinvolgere una o più vite umane incolpevoli fa si che la questione non sia accettabile perché come amo sempre ripetere “i propri diritti terminano quando questi si scontrano con i diritti altrui” e quelli di un bambino incolpevole sono più importanti di qualsiasi frustrazione dell’adulto.


Qui nascono le contrapposizioni dei gay con coloro che credono che la natura sia l’unica a dover determinare la nascita di “una coppia” ed “una famiglia” e la loro composizione, scopi e finalità.

La protezione che più forte si evidenzia è nei confronti dei bambini che verrebbero cresciuti in assenza di un padre o da omosessuali che inevitabilmente anche se involontariamente trasmettono una falsa rappresentazione di famiglia e di una mamma ed un papà dello stesso sesso.

…ed ecco che nascono erudite spiegazioni da parte di persone di una pretesa eccezionale levatura che dicono: “I bambini vengono usati solo come una scusa, in realtà ciò che davvero sta loro a cuore sono le loro posizioni” 

Ma certo! in quest’ottica, i bambini che vengono coinvolti sono un danno collaterale inevitabile. Quale irritante ostentazione di un’erudizione più presunta che reale!. 

ma le obiezioni continuano: ” ...questi etero vogliono proteggersi da ciò che fa loro paura, da ciò che fa loro schifo.” 


Quello che fa schifo lo si può evitare e basta. Se vedo una cacca in terra, la evito. Questo, dello schifo, non è il pensiero dominante di coloro che avversano LE PRETESE degli omo. Le loro pratiche di masturbazione e di sodomia non interessano nessuno ed anch’io finché non ho iniziato a sentire che gli omo  volevano sposarsi ed allevare bambini, non mi sono mai sognata di interessarmi e discutere del problema dell’omosessualità. 

le opposizioni continuano: “.. gli etero considerano l’omosessualità una pratica sbagliata“ Quando poi queste considerazioni provengono da parte di un etero (straight=Heterosexual), sembra si voglia giustificare: Guardatemi signori/e omo, sembra dire, io sono illuminato/a, ho una mentalità aperta, io sono con voi. 


Nella realtà tutti sappiamo cosa sia l’omosessualità, tutti abbiamo avuto contatti con essa e sappiamo della sua esistenza che si perde nella notte dei tempi: una devianza naturale che si determina durante l’embriogenesi… una devianza che in futuro con nuove conoscenze scientifiche potrà magari essere evitata piuttosto che corretta. 


In poche parole, è lo stato in cui degli esseri umani si trovano, incapaci a svolgere la loro naturale funzione sessuale e del quale stato non possono essere intimamente felici di trovarsi, nonostante le loro assicurazioni contrarie e non è qualcosa di cui vantarsi perché nessun essere umano può essere felice per una tale menomazione. Non è una bandiera dietro cui schierarsi e la gente non odia gli omosessuali ma le loro pretese di diritti e le loro pratiche sessuali sbandierate ai quattro venti. Gli straights non si sognano di odiarli, almeno finché non hanno deciso di far conoscere nel dettaglio le loro pratiche a quelli più fortunati di loro. 

Le ricerche effettuate da pseudo-esperti non aggiungono autorevolezza alla discussione perché per essere significative, una enorme massa di bambini cresciuti da coppie gay dovrebbero essere tenute sotto osservazione per intere generazioni ed anche così non credo che sarebbero attendibili, in quanto ogni famiglia, ogni individuo è a sé stante con le sue peculiarità, educazione, idiosincrasie etc. 

Su una seria testata giornalistica, un articolo riportava che un famoso attore inglese, gay, abbia dichiarato che far crescere un bambino da una coppia gay è l’errore più grande che si possa fare… anche questa è ricerca da prendere in considerazione. 

Ma aldilà delle piû o meno pretestuose posizioni “pseudo-intellettuali” di taluni, ci sono considerazioni di base che sono errate nel concetto e nella sostanza. 

Il termine “sesso” deriva, dal latino sexum: diviso o separato, questo a significare, in senso comune, la separazione e la distinzione. Non c’è atto sessuale se non c’è una diversità biologica sessuale dei due partecipanti. Si parla di preferenze sessuali ma non esiste una preferenza. Non esistono diverse sessualità. Esistono tecniche sessuali: in base al sesso biologico dei partecipanti, alla parti del corpo coinvolte, alla distanza dei partecipanti, al numero dei partecipanti.  Si è voluto denigrare un atto d’amore tra uomo e donna  di squisita dolcezza, purezza e trasporto confrontandolo a pratiche dove gli organi sessuali sono utilizzati, pratiche a volte anche schifose e comunque di autoerotismo o di gruppo (interfemorale, poplitea, ascellare, tribadismo). La masturbarzione è considerata solo una pratica di autoerotismo ma assurdamente, se praticata in due è considerata pratica sessuale. Ma in ogni caso queste attività non possono essere considerate atti sessuali perchè come anche il buon Leonardo da Vinci ci illustra sapientemente, è il coito l’ATTO SESSUALE. Tutto il resto è meno di surrogati ed elevare queste attività a rapporti su cui basare una famiglia è quanto meno indecente provocazione. Si parla di rapporto sentimentale rispettabilissimo che lega due esseri oltre il loro sesso… sarebbe vero se fosse un rapporto asessuato ma non lo è.


ma le obiezioni non vengono meno: “Certe persone omofobe pensano persino che una coppia gay devierebbe i figli all’omosessualità.” 

Al di là delle ricerche, tutti i (cerebralmente) normodotati sanno che i bambini, come un libro ancora bianco su cui scrivere, assorbono come spugne dall’ambiente in cui vivono e crescono e quindi non è solo una preoccupazione legittima che tale vicinanza ed esempio possa essere deleterio ma quasi inevitabile. 

Anche di fronte a due omo eccezionalmente preparati ed illuminati tale rischio è enormemente alto e sappiamo anche che in quanto umani, gli omo non sono tutti indistintamente e necessariamente delle persone illuminate. 

Il rischio che dei bambini innocenti paghino per le loro scelte è troppo alto per permettere loro di andare oltre le loro masturbazioni “ad libitum“. 

La questione esula l’omofobia che risulta irrilevante e non risulta essere il nocciolo della questione. 

Chi associa l’omofobia con l’opposizione al matrimonio e alla costituzione di una famiglia omo pecca di pretestuosità, indotta per creare divisioni tra le due diverse ideologie oppure è solo smania di protagonismo e semantica spicciola.

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